Gli angeli del Policlinico

Chi mai avrebbe pensato di trovarsi a pancia in su di domenica pomeriggio in una barella del pronto soccorso al Policlinico di Monserrato? Eppure tutto era iniziato da un semplice mal di pancia qualche giorno prima. Con la mente a frugare nei ricordi di cosa potevo aver mangiato i giorni prima eppure, a casa siamo in due, mangiamo le stesse cose, ma i sintomi ce li ho solo io. Passerà.. macchè.. giù a vomitare.. ecco adesso dovrei aver risolto.. si per 10 minuti poi peggio di prima e vomitare di nuovo, poi di nuovo ancora. Il medico di base non è più quello di un tempo e liquida la questione in modo molto superficiale al telefono.. sto malissimo. Chiamo il 118.. provi con un clistere e chiusa la comunicazione.

Il clistere, uno potente made in URSS, fa il suo dovere ma i dolori aumentano. I giorni e le notti sono incubi è impossibile alzarsi a vomitare senza aiuto e con dolori lancinanti. “Chiamo i carabinieri costringo il 118 a muoversi” urla mia moglie disperata. Riesco a prendere il telefono chiamo io il 118. Riesco a strappare il consenso ad essere portato al PS senza garanzia di essere visitato.

Siamo in emergenza COVID.. Arrivano i volontari hanno protocolli rigidissimi da rispettare, potrebbero anche non ritenere opportuno il trasporto, qualcuno mi riconosce “è uno dei nostri, un socio fondatore” Si parte. La strada non è lunga ma ogni piccolo dislivello diventa una fitta di dolore. All’arrivo mi misurano la temperatura, risulta alta, un volontario si lamenta e gli dice di cambiare attrezzo o la batteria. Stavolta il risultato è quello sperato.. arriva il pass..

Il medico del PS è una donna giovane piena di vita mi chiede cosa è successo. Mi sorride e mi dice che probabilmente il clistere non ha pulito tutto. Mi chiede di spostarmi dalla barella al lettino.. non ce la faccio. Mi fa aiutare, mi visita, (finalmente) mi fa fare un prelievo. Mi rimettono in un angolo tenendomi sempre a vista. Ogni tanto si avvicina un’infermiera mi chiede di pazientare e mi accarezza la spalla per infondermi coraggio. Nel frattempo la dottoressa continua il suo lavoro anche su altri con un occhio sempre rivolto a me, arrivano i risultati poi tac, risonanza. “Ho un dubbio, quello che è certo è che per adesso la ricoveriamo, deve sottoporsi al test covid-19″, me lo fanno. Arriva un’altro medico vestita di rosa direttamente dal reparto, mi fa delle domande e mi visita. Passano alcuni minuti, arrivano altri risultati, si avvicina la dottoressa del pronto soccorso “è come pensavo io, stiamo preparando la sala operatoria, bisogna intervenire subito, a prescindere che i risultati del test arrivino prima”

Mi sorridono con tenerezza e mi mettono coraggio, ci pensano loro ad avvisare a casa.. Arrivo direttamente in sala sono già senza niente addosso si presenta l’anestesista, il rianimatore e chi dovrà fare l’intervento mi spiega cosa è successo, come hanno deciso di intervenire e come proseguire in caso di difficoltà a risolvere il problema. Ho il tempo di sentire il professore che controlla personalmente tutto mentre impartisce disposizioni a tutta la squadra. Per me cala il buio.

Mi risvegliano, sono passate più di 3 ore, l’intervento è stato lungo e difficile, ma è andato bene. Sono attaccato alle macchine i valori stanno tornando tutti alla normalità. Il cuore però, che non ha mai avuto un minimo problema, si è spaventato, corre all’impazzata. Bisogna rallentare la corsa, ci provano con le medicine.. niente da fare, non vuole rallentare. Sono cosciente bisogna ricorrere all’elettroshock, si la scossa elettrica come quella dei film. Bisogna fare veloci. In un attimo rivedo tutta la mia vita, mi invoco alla Vergine Maria e firmo l’autorizzazione. Cala di nuovo il buio.

Mi sveglio circondato da donne e da uomini sorridenti “ce l’hai fatta” “Bisogna vedere solo se il tuo cuore si è ripreso veramente dallo spavento” Scorrono le ore ogni tanto sento il braccio che si gonfia dalla macchina per la pressione attaccata. Mi controllano a vista, ogni tanto si avvicinano, mi coccolano. Il cuore marcia a ritmi regolari, tutti gli altri valori sono perfetti, passano le ore, cambiano i turni di lavoro, tutti passano a salutarmi quando vanno via e quando iniziano il turno. Mi sento protetto. E’ l’alba del secondo giorno in rianimazione, sono triste, si avvicina la responsabile e con grande dolcezza mi chiede il motivo di tanta tristezza. Sorride e mi dice che mi sta dimettendo e che mi destina direttamente al reparto non alla terapia intensiva. Sono fuori pericolo!

Arrivo in reparto ancora nudo ma lavato e profumato, in rianimazione pensano a tutto, mi accoglie il professore che ha fatto l’intervento e mi dice “so che sei arrivato per un mal di pancia e probabilmente non hai niente da mettere addosso ti do un pigiama provvisorio mettilo e cammina non voglio vedere gente pigra” il pigiama invece lo avevo ed in men che non si dica sono saltato fuori dal letto senza farmelo ripetere due volte. Ma mi sono accorto di essere come una canna al vento, tutto squilibrato ma in piedi, oltretutto dopo dopo tanti giorni avevo fame!! Ma devo fare da bravo qui le coccole diminuiscono.

Sono meravigliosi anche loro, in reparto ho trovato, oltre uno staff medico di livello assoluto, tanta professionalità in tutte le figure, donne e uomini sempre pronti, preparati e disponibili sempre in prima linea a lavorare con le protezioni anticovid-19. Spesso chiamati a sopperire lacune strutturali come essere chiamati in piena notte per distribuire le coperte in quanto l’aria condizionata centralizzata è impostata a 10 gradi e si trema. Ma loro sempre pronti.

Voglio ringraziare i nostri anonimi eroi che tanto mi hanno dato e tanto mi hanno fatto capire in questa pagina della mia vita. Voglio ringraziare però anche i tanti amici e conoscenti che in questi giorni si sono preoccupati per me tempestandomi con centinaia di messaggi. Una su tutte “Ciao Giorgio ho saputo. Come stai? Ascolta per quanto riguarda il 730 quando lo posso ritirare?” Vi voglio bene!!!

Giorgio Lecis

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One thought on “Gli angeli del Policlinico”

  1. Fa piacere ogni tanto leggere degli elogi x i nostri medici infermieri e tutto il personale.. Nn solo lamentele e mala sanità… Complimenti a tutti e un augurio di pronta guarigione a Giorgio.. 💪💪💪💪💪

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