Green Pass: la certificazione verde Covid-19 per matrimoni e viaggi

Green Pass, la certificazione verde Covid-19 sarà necessaria per partecipare a nozze e banchetti oltre che per viaggiare. Nel decreto di ieri, 17 maggio 2021, il governo Draghi ha deciso che dal 15 giugno saranno possibili, anche al chiuso, le feste e i ricevimenti successivi a cerimonie civili o religiose, con uso della “certificazione verde”.

Allo studio un nuovo schema di validità con due parametri suscettibili di modifiche, la scadenza di sei mesi che potrebbe essere portata a nove o a un anno e la possibilità di ottenerlo dopo la somministrazione di una sola dose di vaccino.

Le certificazioni verdi Covid-19 attestano:

  • a) avvenuta vaccinazione anti-SARS-CoV-2 al termine del ciclo
  • b) avvenuta guarigione da COVID-19
  • c) effettuazione di test antigenico rapido o molecolare con esito negativo al virus SARS-CoV-2

Si sta valutando la possibilità di applicazione del pass verde anche ai congressi, che potrebbero riprendere dal 15 giugno con “green pass” e comunque dovrebbero ripartire dal primo luglio anche senza pass.

Il green pass serve per passare tra regioni di colore diverso, ad esempio per entrare in Valle d’Aosta, zona arancione. Ogni regione ha poi stabilito diverse regole: per la Sardegna bisogna registrarsi, certificare la vaccinazione o la negatività al tampone non oltre 48 ore dalla partenza. Per la Sicilia serve la registrazione e l’esito negativo del molecolare massimo 48 ore prima del viaggio.

Non è permesso viaggiare avendo ricevuto una sola dose di vaccino a meno l’immunizzazione sia avvenuta con il siero di Johnson & Johnson, che è monodose oppure essere stati contagiati da Covid-19 ed essersi negativizzati da almeno sei mesi. 

Ad oggi inoltre i bambini al di sopra dei due anni sono obbligati al tampone per l’ingresso nel nostro paese, tranne nel caso in cui siano guariti dal Covid 19 da meno di 6 mesi: basterà allora un certificato del pediatra. 

Fino al 31 luglio chi arriva da uno dei 27 paesi dell’Unione Europea, oppure dal Regno Unito o da Israele, non ha più l’obbligo di quarantena ma dovrà esibire il risultato negativo di un test del tampone molecolare o antigenico effettuato nelle 48 ore che precedono l’ingresso in Italia. Questa condizione vale per tutti, anche per i vaccinati o per chi è guarito dal Covid, e almeno fino all’entrata in vigore del “green pass europeo”.

Invece chi arriva da Stati Uniti; Australia, Nuova Zelanda, Corea, Ruanda, Singapore, Thailandia, Canado o Giappone deve avere un tampone negativo 72 ore prima della partenza e rispettare comunque una quarantena ridotta di dieci giorni. L’ingresso è invece vietato da Brasile, India, Sri Lanka e Bangladesh. 

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