
“Fumata nera!” Al Teatro Massimo, comincia cosi la seconda serata cagliaritana di Marco Travaglio. Nel suo viaggio nella scena politica attuale, nazionale e internazionale, il giornalista argomenta le sue tesi supportato da fatti elementi reali che lui è bravo a incanalare in quasi tre ore.
Fra sarcasmo e ironia, “I migliori danni della nostra vita” conferma quel particolare tipo di narrazione che non guarda in faccia a nessuno. Si parte dal governo attuale guidato da Giorgia Meloni, dai suoi collaboratori e dalla sua famiglia e coniando il termine “cognati d’Italia”, il giornalista torinese fa il verso al principale partito della destra italiana. Ironizza poi sul ministro Lollobrigida e i suoi parenti e non poteva passare indenne Andrea Giambruno, che “alla Meloni ha fatto più danni lui in un anno che il Pd in quindici anni”.
E facendo la pulce a tutti i ministri. L’attenzione è sopratutto per l’ex Pm Nordio, per l’ex militante di ultra destra Giuli e la Santanchè con i suoi conflitti di interesse. Spazio anche al mondo militare con il ministro Crosetto, ai generali Figliuolo e Vannacci e al presidente della Camera: “La Russa è uno che ti querela se lo chiami antifascista”
Anche in questa seconda stagione, il direttore del Fatto Quotidiano ricorre ai fotogrammi inerenti i titoli delle principali testate giornalistiche italiane. Essi scorrono a mo’ di cabaret testimoniando quanto i media accarezzino i desideri dei potenti, di come appoggino il metodo del “pilota automatico” impersonato , fra gli altri, da Mario Draghi. Viceversa, sulle stesse testate, viene screditato chi va controcorrente come Giuseppe Conte e il Movimento 5 Stelle. In questi casi, persino la cronaca nera è relazionata al reddito di cittadinanza. E il PD? C’è spazio anche per Renzi, Letta, Gentiloni.
Per l’allievo di Montanelli, lo stesso modus operandi viene scelto per descrivere il conflitto ucraino. Con palese schieramento filo Kiev, i titoli passano in rassegna sul fondale e la Russia, agli albori della guerra, sembra sull’orlo del collasso. Solo il ritiro delle armate di Putin può sancire la pace ma la “stessa cosa – dice Travaglio – si può dire con le truppe israeliane fuori da Gaza.
Con la presidente della Regione Alessandra Todde in sala, Travaglio dalla classe politica riesce a trasformare fatti e misfatti in elementi di risata. Da destra a sinistra, dalla Nato alla Cina, la sua cronaca porta elementi concreti che pongono perlomeno dei dubbi. Che possa piacere o no, Travaglio comunque è un uomo da sold out e quanto visto a Cagliari nelle due serate, lo testimonia.
Giornalista