martedì, Gennaio 13

“I migliori danni della nostra vita”, Marco Travaglio sgretola il “pilota automatico” al Massimo

“Fumata nera!” Al Teatro Massimo, comincia cosi la seconda serata cagliaritana di Marco Travaglio. Nel suo viaggio nella scena politica attuale, nazionale e internazionale, il giornalista argomenta le sue tesi supportato da fatti elementi reali che lui è bravo a incanalare in quasi tre ore.

Fra sarcasmo e ironia, “I migliori danni della nostra vita” conferma quel particolare tipo di narrazione che non guarda in faccia a nessuno. Si parte dal governo attuale guidato da Giorgia Meloni, dai suoi collaboratori e dalla sua famiglia e coniando il termine “cognati d’Italia”, il giornalista torinese fa il verso al principale partito della destra italiana. Ironizza poi sul ministro Lollobrigida e i suoi parenti e non poteva passare indenne Andrea Giambruno, che “alla Meloni ha fatto più danni lui in un anno che il Pd in quindici anni”.

E facendo la pulce a tutti i ministri. L’attenzione è sopratutto per l’ex Pm Nordio, per l’ex militante di ultra destra Giuli e la Santanchè con i suoi conflitti di interesse. Spazio anche al mondo militare con il ministro Crosetto, ai generali Figliuolo e Vannacci e al presidente della Camera: “La Russa è uno che ti querela se lo chiami antifascista”

Anche in questa seconda stagione, il direttore del Fatto Quotidiano ricorre ai fotogrammi inerenti i titoli delle principali testate giornalistiche italiane. Essi scorrono a mo’ di cabaret testimoniando quanto i media accarezzino i desideri dei potenti, di come appoggino il metodo del “pilota automatico” impersonato , fra gli altri, da Mario Draghi. Viceversa, sulle stesse testate, viene screditato chi va controcorrente come Giuseppe Conte e il Movimento 5 Stelle. In questi casi, persino la cronaca nera è relazionata al reddito di cittadinanza. E il PD? C’è spazio anche per Renzi, Letta, Gentiloni.

Per l’allievo di Montanelli, lo stesso modus operandi viene scelto per descrivere il conflitto ucraino. Con palese schieramento filo Kiev, i titoli passano in rassegna sul fondale e la Russia, agli albori della guerra, sembra sull’orlo del collasso. Solo il ritiro delle armate di Putin può sancire la pace ma la “stessa cosa – dice Travaglio – si può dire con le truppe israeliane fuori da Gaza.

Con la presidente della Regione Alessandra Todde in sala, Travaglio dalla classe politica riesce a trasformare fatti e misfatti in elementi di risata. Da destra a sinistra, dalla Nato alla Cina, la sua cronaca porta elementi concreti che pongono perlomeno dei dubbi. Che possa piacere o no, Travaglio comunque è un uomo da sold out e quanto visto a Cagliari nelle due serate, lo testimonia.

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