
Il 4 marzo 2025, Donald Trump, tornato alla Casa Bianca per il suo secondo mandato non consecutivo, ha pronunciato il suo primo discorso sullo Stato dell’Unione davanti a un Congresso riunito in seduta congiunta. Con un intervento durato un’ora e quaranta minuti – il più lungo nella storia di questo evento, superando il record di Bill Clinton del 1995 – Trump ha delineato la sua visione per una “nuova età dell’oro” americana, mescolando toni trionfalistici, promesse audaci e attacchi ai suoi predecessori. A circa sei settimane dall’insediamento del 20 gennaio, il discorso è stato un’occasione per il 47° presidente degli Stati Uniti per celebrare i primi risultati e tracciare la rotta per i prossimi anni, ma ha anche evidenziato le profonde divisioni politiche del Paese.
Un’America “tornata grande”
Trump ha aperto il suo intervento con un messaggio chiaro: “L’America è tornata”. Ha dipinto un quadro drammatico dell’eredità ricevuta dall’amministrazione Biden, parlando di un Paese sull’orlo del collasso, con “ventuno milioni di immigrati irregolari, un’economia soffocata dall’inflazione e città devastate dalla criminalità”. Tuttavia, ha subito rassicurato il pubblico affermando che, in appena 43 giorni, la sua amministrazione ha realizzato più di quanto molte altre abbiano fatto in anni. “Lo slancio dell’America è tornato, il sogno americano sta crescendo più grande e migliore che mai”, ha dichiarato, suscitando applausi entusiastici dai repubblicani presenti, mentre i democratici sono rimasti in gran parte silenziosi o critici.
Tra i temi centrali, l’economia ha occupato un posto di rilievo. Trump ha difeso la sua politica di dazi aggressivi contro Canada, Messico, Cina e persino l’Europa, ammettendo che potrebbero causare “qualche piccolo disturbo” ma insistendo sul fatto che proteggeranno “l’anima del Paese” e riporteranno ricchezza agli americani. Ha anche promesso di ridurre drasticamente la burocrazia federale, citando come esempio il taglio fino al 50% dei dipendenti dell’Agenzia delle Entrate (IRS), e di abolire le politiche “woke” e di promozione del “gender”, ribadendo che il governo riconoscerà solo “maschio e femmina”.
Ambizioni geopolitiche
Uno degli aspetti più controversi del discorso è stato l’annuncio di mire espansionistiche. Trump ha ribadito l’intenzione di “riprendersi” il Canale di Panama – citando il recente acquisto di porti nella zona da parte di BlackRock – e di annettere la Groenlandia “in un modo o nell’altro”, scatenando reazioni immediate. Il premier groenlandese ha risposto seccamente: “Non siamo in vendita”. Sul piano internazionale, Trump ha toccato il tema dell’Ucraina, sostenendo di aver ricevuto una lettera da Volodymyr Zelensky in cui il leader ucraino si diceva pronto a negoziare la pace sotto la sua guida. Tuttavia, il portavoce di Zelensky ha smentito l’esistenza di tale lettera, chiarendo che Trump si riferiva probabilmente a un post sui social media.
Il presidente ha anche lodato la Russia, affermando di aver avuto “discussioni serie” con Mosca e che il Cremlino sarebbe “pronto per la pace”. Questo approccio filorusso ha riacceso le critiche dei democratici, con la senatrice Elissa Slotkin che ha dichiarato: “Reagan si starà rivoltando nella tomba”. Trump ha poi promesso di portare gli Stati Uniti su Marte, un obiettivo che ha entusiasmato il magnate Elon Musk, presente in aula e visibilmente esultante.
Divisioni e proteste
Il discorso ha messo in luce la polarizzazione del Congresso. Mentre i repubblicani lo hanno interrotto con standing ovation e cori di “USA! USA!”, i democratici hanno espresso dissenso in modo visibile: alcuni hanno mostrato cartelli con scritte come “Musk ruba” e “Proteggete i veterani”, mentre il deputato Al Green è stato espulso dall’aula dopo aver urlato contro il presidente. L’opposizione ha accusato Trump di concentrarsi troppo su sé stesso, con alcuni commentatori che hanno definito l’intervento “un discorso su Donald Trump” piuttosto che sullo stato reale della nazione.
Un’agenda per il futuro
Tra le altre promesse, Trump ha annunciato il ripristino della pena di morte federale, una stretta sull’immigrazione con il ritorno della politica “Remain in Mexico”, e l’eliminazione di normative ambientali come il Green New Deal per rilanciare l’industria petrolifera americana con lo slogan “Trivelleremo, baby, trivelleremo”. Ha anche elogiato Musk, definendolo un pilastro del “nuovo sogno americano”, e ha sottolineato l’importanza di una leadership “forte” per affrontare le sfide globali.
Conclusione
Il discorso di Trump sullo Stato dell’Unione del 2025 è stato un mix di celebrazione personale, ambizioni grandiose e provocazioni politiche. Ha confermato le sue priorità – America First, protezionismo economico e un approccio assertivo sulla scena internazionale – ma ha anche rafforzato il divario tra i suoi sostenitori e i critici. Mentre i mercati globali tremano per i dazi e il mondo osserva con apprensione le sue mosse geopolitiche, una cosa è certa: il secondo mandato di Trump si preannuncia tanto dinamico e, come ha detto lui stesso, “abbiamo appena iniziato”.

Giornalista. Direttore responsabile