
Tra presente e futuro con “Il fuoco era la cura”, una creazione di Sotterraneo, liberamente ispirata a “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury, con ideazione e regia di Sara Bonaventura, Claudio Cirri e Daniele Villa, scrittura di Daniele Villa, disegno luci di Marco Santambrogio, abiti di scena di Ettore Lombardi, sound design di Simone Arganini, coreografie di Giulio Santolini e oggetti di scena di Eva Sgrò, produzione Teatro Metastasio di Prato, Sotterraneo, Piccolo Teatro di Milano / Teatro d’Europa, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, con il sostegno di Centrale Fies / Passo Nord.
“Il fuoco era la cura” – uno spettacolo intrigante e avvincente, che tocca temi importanti e attuali con un linguaggio contemporaneo – debutta in prima regionale nell’Isola martedì 17 febbraio alle 20.30 al Teatro Massimo di Cagliari (per la rassegna Pezzi Unici), per approdare giovedì 19 febbraio alle 20.30 al Teatro “San Giuseppe” / “Bocheteatro” di Nuoro e infine sabato 21 febbraio alle 20.30 al Teatro Comunale di Sassari sotto le insegne della Stagione di Prosa 2025-2026 organizzata dal CeDAC Sardegna.
Sotto i riflettori Flavia Comi, Davide Fasano, Fabio Mascagni, Radu Murarasu e Cristiana Tramparulo prestano volto e voce ai personaggi, in un gioco di specchi tra finzione e realtà, tra il mondo distopico descritto nel romanzo, ambientato negli Anni Venti del XXI secolo, con i roghi dei libri e l’implacabile “milizia del fuoco” e le «cronache di un tempo intermedio» fra l’epoca odierna e un ipotetico, prossimo futuro dove non sono ammesse la cultura e la libertà di pensiero. Una pièce coinvolgente che intreccia differenti piani narrativi, densa di citazioni e rimandi tra letteratura e teatro, per una riflessione sulla società moderna, nell’era dei social media e delle fake news, dove impera la (dis)informazione e diventa sempre più difficile distinguere tra realtà virtuale e vita reale.
“Il fuoco era la cura” smentisce e in un certo senso invera la “profezia” di Bradbury (dato che i libri esistono ancora, ma tecniche di “distrazione di massa” rafforzano le élites al potere), con un implicito invito a prendere coscienza di quel che accade e ribellarsi contro l’indifferenza, rivendicando il diritto (e dovere) di influenzare le scelte dei governi e esprimere il proprio dissenso.
Giornalista