Il Mose non entra in funzione, Venezia è di nuovo sott’acqua

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Venezia. Dopo due mesi di entusiasmo il Mose, il sistema di 78 paratoie capace di bloccare le acque salvando Venezia dall’acqua alta, mostra le sua fragilità. A far finire la città lagunare in ammollo è bastata infatti una previsione meteo sbagliata. Alle 9.30 della mattina di martedì il Centro maree del Comune di Venezia ancora parlava di un picco da 125cm, non sufficienti a dare il via alle operazione di innalzamento del Mose che è previsto scattino  quando il livello sul medio mare supera i 130 centimetri.

Poi però è avvenuto l’imprevisto: il rinforzo dei venti di bora al largo della Croazia e i livelli di piena dei fiumi Tagliamento e Piave che si sono riversati in laguna. Un mix che ha reso di fatto impossibile l’innalzamento della paratoie capaci di isolare le tre bocche di porto di Venezia (Lido, Malamocco e Chioggia) separando le acque del mare da quella laguna. Non si può infatti azionare il Mose se non con largo anticipo: non solo perché alzare completamente le 78 paratoie richiede almeno un’ora, ma anche perché l’opera va azionata per tempo visto che innalzare le barriere quando il livello dell’acqua in laguna è già alto risulterebbe inutile se non addirittura controproducente impedendo il defluire della marea una volta passato il picco.

Il risultato è che poco più di due mesi dopo dopo quell’ormai lontano 3 ottobre, quando il Mose entrò in funzione per la prima volta in condizioni reali (non di test), la città è finita completamente sotto acqua. Campi, calli, case, negozi e anche il nartece della Basilica di San Marco sono stati invasi dall’acqua. Il Mose funzionerà in ‘fase provvisoria’ almeno fino al 31 dicembre 2021 quando saranno completati tutti gli impianti. Solo a quel punto, se sarà confermato quanto deciso per ora solo verbalmente ed entrerà in regime ordinario, potrà essere azionato anche per maree superiori ai 110 centimetri. 

“Avevamo una previsione di marea a 120 di massima, poi in mare il vento è cresciuto molto, è montato dalla Croazia un vento non previsto e l’apporto anche delle piene del Tagliamento e del Piave ha fatto si’ che la marea aumentasse paradossalmente proprio lungo la costa”, ha confermato il sindaco di Venezia,  Luigi Brugnaro,  poco prima di iniziare il sopralluogo per verificare eventuali danni. “Per attivare il Mose serve una previsione più ampia, ora bisognerà rivedere anche le regole della cabina di regia”, ha annunciato. (AGI)

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