Imane Fadil testimone nel processo Ruby Ter, morta per un mix di sostanze radioattive

La notizia è di qualche ora fa: secondo quanto si apprende dall’ANSA, Imane Fadil, la modella trentaquattrenne che era ricoverata in ospedale all’Humanitas di Rozzano da fine gennaio, è deceduta il primo marzo, per un mix di sostanze radioattive; a rivelarlo sarebbero i risultati degli esami tossicologici disposti lo scorso 26 febbraio dai medici dell’Humanitas ed effettuati in un centro specializzato di Pavia.

Imane Fadil che era una testimone chiave nel processo Ruby Ter, aveva raccontato al suo avvocato, a suo fratello ma anche ai sanitari che l’avevano in cura, di temere di essere stata avvelenata.

La giovane, già prima del ricovero, non stava bene accusando – stando a quanto ha spiegato dal procuratore Greco – sintomi tipici da avvelenamento come mal di pancia, gonfiore e dolori al ventre.

Fadil si era sentita male a casa di un amico, a gennaio per poi essere ricoverata il 29 di quel mese, all’Humanitas di Rozzano prima in terapia intensiva e poi in rianimazione.

La Procura ha aperto un’inchiesta affidata al procuratore aggiunto Tiziana Siciliano per “omicidio volontario”.

Alberto Porcu Zanda

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