Inps: risparmio di 1 miliardo da quota 100 ma la sinistra cerca di stringere

Il Presidente Tridico, comunica che dai conti dell’Inps risultano ulteriori risparmi su Quota 100. Il numero di domande pervenute a inizio novembre è di circa 200 mila, quasi 100 mila in meno rispetto a quello previsto per il 2019. Questo consente un risparmio, già accantonato per il 2019, di oltre 1 miliardo sui 3,9 previsti   La caccia alle coperture della manovra riporta in primo piano il dossier “Quota 100”. Con il governo che intensifica il pressing sui sindacati per provare a recuperare dai 600 milioni fino al miliardo facendo leva su un allungamento dei termini per la decorrenza delle nuove pensioni con 62 anni di età e 38 di contributi minimi. L’ipotesi è stata ventilata anche nel corso dell’incontro tra la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, e le delegazioni di Cgil, Cisl e Uil. Un vertice cui hanno partecipato anche esponenti del ministero dell’Economia, guidati dal sottosegretario Pier Paolo Baretta.

La rimodulazione degli attuali posticipi trimestrali per i dipendenti privati e gli autonomi e di quelli semestrali per i dipendenti pubblici, anche a parità di adesioni, consentirebbe una riduzione di spesa fino al 30% nel 2020. Tutto questo sempre addossando tutto sulle spalle di chi ha già dato. Aver avuto una vita lavorativa regolare se prima era un privilegio oggi è diventato un incubo. Stando al ragionamento dei nostri governanti e del partito di Renzi Italia Viva andare in pensione a 62 anni è un regalo ad una cerchia ristretta. Con tutti gli sforzi possibili non si riesce a capire il ragionamento visto che chi ha la possibilità di andare in pensione con 38 ani di contributi e 62 di età ha già dato e non è per niente scandaloso che compri una canna da pesca e vada a pescare lasciando il posto di lavoro a qualche giovane disoccupato. Non dimentichiamo inoltre che a 62 anni molti hanno maturato oltre 40 anni di contributi, chi ha avuto la fortuna di lavorare, senza interruzioni, sin da quando aveva 20 anni quando arriva a 62 di età ha ben 42 anni di contributi.. Si parla della macchina Italia ferma, ci vuol poco a capire che una macchina ferma riprende prima a marciare se a spingerla sono ragazzi giovani non sessantenni ormai allo stremo delle forse per giunta demotivati. Si perchè c’è una fascia di età che è veramente demotivata perchè ogni volta che manca poco per raggiungere il traguardo della pensione arriva qualche smidollato al governo che sposta, con mille pretesti, il traguardo più lontano. Certo questo non vuol essere percepito dalla casta dei politici che è lontana anni luce dalla realtà

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