
Si è tenuto, venerdì 20 febbraio 2026, il convegno/incontro dal titolo “Una seconda vita ai nostri cavalli”, dedicato w futuro del cavallo da corsa, promosso dall’Ippodromo di Chilivani – Prometeo SRL presso la Sala Convegni ASVI Sardegna, Ex Istituto Incremento Ippico, a Ozieri.
L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di riflessione e confronto su temi centrali per l’evoluzione del settore, mettendo al centro etica, ricerca scientifica, formazione e politiche di sviluppo. Un approccio integrato che ha evidenziato la necessità di ripensare l’ippica come sistema complesso, capace di coniugare tradizione sportiva, innovazione e rispetto dell’animale. Nel corso del convegno è emersa con forza l’importanza del ruolo dell’ippodromo non solo come spazio di competizione, ma come luogo di osservazione, studio e crescita culturale. In questa prospettiva, l’ippodromo viene sempre più interpretato come un laboratorio permanente, capace di favorire lo scambio di conoscenze e di contribuire alla formazione continua di operatori, allevatori e professionisti del settore. Ampio spazio è stato dedicato ai percorsi di doma e riaddestramento del cavallo da corsa, con particolare attenzione alla fase successiva alla carriera agonistica. Il tema del “dopo corsa” è stato affrontato come nodo centrale per una gestione etica e responsabile dell’atleta equino, sottolineando l’importanza di competenze multidisciplinari e di approcci orientati al benessere e alla valorizzazione del cavallo anche in nuovi contesti sportivi e lavorativi. Il convegno ha inoltre approfondito il tema della tutela e del benessere del cavallo, evidenziando come la sostenibilità del settore passi necessariamente attraverso un quadro di responsabilità condivise, che coinvolge aspetti normativi, gestionali e culturali. Il rispetto dell’animale è stato indicato come elemento imprescindibile per rafforzare la credibilità e la trasparenza dell’intero sistema ippico. Particolare attenzione è stata riservata alla salute dell’atleta equino e al monitoraggio sanitario, considerati strumenti fondamentali per una gestione moderna e consapevole dell’ippica. In questo contesto, è stato ribadito il valore della ricerca e della sperimentazione, nonché il ruolo strategico delle strutture ippiche come luoghi in cui osservazione clinica e pratica sportiva possono dialogare in modo virtuoso.A completare il quadro, una riflessione sulle politiche di sostegno al comparto ippico e sulle strategie necessarie per promuovere un modello di sviluppo più sostenibile, capace di integrare esigenze economiche, tutela del cavallo e innovazione dei processi formativi e organizzativi.
L’incontro ha confermato la necessità di un dialogo continuo tra istituzioni, operatori e mondo della ricerca, ponendo le basi per una visione condivisa che sappia affrontare le sfide attuali del settore ippico e costruire un futuro fondato su qualità, responsabilità e rispetto dell’animale, come dichiara il dott. Alessandro Beccu, amministratore dell’Ippodromo di Chilivani: “La giornata odierna, oltre che per un servizio agli operatori, è stata voluta per fare il punto sulla strategia di sviluppo dell’Ippodromo di Chilivani a valenza territoriale quale hub di sviluppo formativo e tecnologico. Importanti tappe sono state raggiunte ma la strada è ancora lunga e siamo consapevoli della grande responsabilità e dell’enorme aspettativa che i progetti che stiamo conducendo stanno creando. Sono certo che sia la strada giusta per il consolidamento della funzione di soggetto di sviluppo territoriale e di filiera”.
Il dott. Remo Chiodi, Direttore Generale per l’Ippica del Ministero dell’Agricoltura, collegato in remoto da Roma, è intervenuto durante il convegno dichiarando che “l’ippica è passione e impegno. Sono contento che nell’anno del 100° Derby Sardo arrivi da Chilivani uno stimolo così importante al Ministero a continuare un percorso di rilancio dell’ippica, soprattutto perché la Sardegna e l’Ippodromo di Chilivani sono un modello di rilievo nazionale, oltre che terra natia di grandi fantini a livello mondiale che tutti conosciamo e che hanno sempre avuto una grande cultura del cavallo”.