domenica, Febbraio 15

Iran, si temono fino a 12mila morti nelle proteste

Cresce la pressione internazionale. Trump incita i manifestanti: “Avanti, gli aiuti stanno arrivando”. Mosca attacca Washington

Le proteste in Iran hanno raggiunto un livello di violenza e repressione senza precedenti. Secondo le stime diffuse da Iran International, media di opposizione con sede a Londra, il numero delle vittime potrebbe aver superato le 12.000 persone, molte delle quali giovani sotto hi trent’anni. Se confermate, si tratterebbe del più grave massacro nella storia contemporanea del Paese.

Il regime iraniano, invece, parla di circa 3.000 morti, una cifra comunque enorme ma molto distante dalle stime indipendenti. Le manifestazioni, iniziate il 28 dicembre in seguito al crollo del rial e all’inflazione galoppante, si sono rapidamente trasformate in una rivolta nazionale contro il potere degli ayatollah

Repressione durissima e internet oscurato

Le testimonianze che filtrano nonostante il blocco di internet imposto dal governo mostrano scene drammatiche: corpi ammassati, sacchi di plastica, ospedali sovraccarichi e arresti di massa. Le notti dell’8 e 9 gennaio sarebbero state le più sanguinose, secondo le ricostruzioni basate su fonti interne al Consiglio supremo per la sicurezza nazionale e ai PasdaranPanorama.

L’ONU ha espresso “orrore” per la violenza della repressione e teme nuove esecuzioni imminenti, tra cui quella di un manifestante di 26 anni già condannato a morte

Trump: “Continuate a protestare, occupate le istituzioni”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha scelto una linea di forte pressione su Teheran. In un messaggio pubblicato su Truth Social, ha invitato i manifestanti a “continuare a protestare” e a “prendere il controllo delle istituzioni”, annunciando che “gli aiuti sono in arrivo”.

Washington ha inoltre imposto dazi del 25% a chi commercia con Teheran e non esclude opzioni militari, mentre la Casa Bianca ha annullato tutti gli incontri previsti con funzionari iraniani.

Gli Stati Uniti hanno anche invitato i propri cittadini a lasciare immediatamente l’Iran per ragioni di sicurezza

Mosca: “Minacce inaccettabili”

La reazione della Russia è stata durissima. Il Cremlino ha definito “inaccettabili” le minacce statunitensi e ha avvertito che un eventuale nuovo attacco contro l’Iran avrebbe “conseguenze disastrose” per la stabilità regionale.

Mosca accusa Washington di alimentare il caos e di voler destabilizzare un Paese strategico per gli equilibri mediorientali.

L’Europa valuta nuove sanzioni

Anche l’Unione Europea segue con crescente preoccupazione gli eventi. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha dichiarato che Bruxelles sta preparando nuove sanzioni contro il regime iraniano.

Nel frattempo, in molte città europee si moltiplicano le manifestazioni di solidarietà con il popolo iraniano.

Uno scenario estremamente instabile

Il Paese si trova a un bivio drammatico: da un lato un regime deciso a reprimere con ogni mezzo, dall’altro una popolazione esasperata che continua a scendere in piazza nonostante il rischio altissimo.

La comunità internazionale teme un’escalation che potrebbe trasformare la crisi interna iraniana in un nuovo focolaio di instabilità globale

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