I suoni dell’armonium indiano sovrapposti ed intrecciati a quelli de su sulittu, della fisarmonica, dell’organetto e della chitarra, con il sassofono che duetta “a cuncordia” con is launeddas: una alchimia di elementi musicali eterogenei, con la connessione tra suoni di strumenti prettamente legati alla cultura ed alla tradizione della Sardegna con forme musicali non sarde, in una interessante contaminazione tra stili, culture e sonorità differenti.

L’Associazione culturale Iscandula, in collaborazione con la Regione Autonoma della Sardegna, l’Amministrazione Comunale di Cagliari, l’Istituto Comprensivo di Elmas, Eja TV, canale 172 e il Centro di produzione teatrale Intrepidi Monelli, presenta Is Sonus de is perdas fittas ovvero Confini e sconfini nella musica tradizionale sarda: l’appuntamento ad ingresso libero, è per venerdì 8 febbraio dalle ore 21:00 a Cagliari in viale Sant’Avendrace n. 100, presso il Centro di produzione teatrale Intrepidi Monelli, con l’inedita formula del concerto-convegno. L’evento – che ha come filosofia  “Conoscere la tradizione, rispettarla e reinventarla” – sarà una serata di “musica e parole” in cui ogni artista presenta il proprio approccio alla musica sarda, illustrando gli arrangiamenti rispetto al brano tradizionale preso in considerazione e successivamente fa sentire la sua versione del brano elaborato.

I nuovi orientamenti dello scenario sardo saranno illustrati e presentatati al pubblico dagli stessi protagonisti: musicisti d’alta formazione classica che negli ultimi anni si sono distinti sia nell’arrangiamento di brani tradizionali, sia nell’adattamento degli strumenti indigeni a forme musicali non sarde. Sarà una serata con un incontro non frontale ma di confronto interattivo con il pubblico.

La parte concertistica vedrà impegnati: Luca Nulchis al pianoforte e all’armonium indiano con il coro Andhira (Elena Nulchis, Elisa Zedda ed Egidiana Carta) in tre brani di loro elaborazione tra cui un’interpretazione del Kyrie eleison; il duo Bruno ed Asael Camedda (fisarmonica e chitarra) suonerà brani presi dalla tradizione e interpretati con l’inserimento di elementi di altre culture musicali: arabe, europee, anni ’70; il polistrumentista Giuseppe Orrù eseguirà una delle sue composizioni “Balianora” con le launeddas da lui reinventate (costruite in minore). Sempre Orrù suonerà il sassofono “a cuncordia” con Bruno ed Asael Camedda.

Il programma della serata sarà completato dalla proiezione di un estratto del film “Aurelio il grande Maestro della musica sarda” in cui Aurelio Porcu – allora settantasettenne, considerato un ortodosso delle launeddas – si esibiva con il tablista indiano Badal Roy, già percussionista con Miles Davis e Ornette Coleman. A coordinare gli interventi e le sonate, sarà il presidente dell’Associazione, Dante Olianas che in chiusura commenterà alcuni spezzoni del film prodotto da Iscandula nel 1991.

Alberto Porcu Zanda

print

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *