La Rete ciclabile curata dagli specialisti universitari al festival Scirarindi

Cagliari. Sabato 1 e domenica 2 dicembre, la Fiera internazionale della Sardegna, ospita l’ottava edizione di Scirarindi, festival dedicato al benessere, al buon vivere e alla sostenibilità in Sardegna. Il Cirem (Centro interuniversitario ricerche economiche e mobilità delle Università di Cagliari e Sassari) rinnova la sua presenza e organizza un seminario con i rappresentanti di assessorato regionale Lavori pubblici, Città Metropolitana di Cagliari, Arst e Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta). Il seminario, inserito tra le attività di promozione e pubblicizzazione del Piano regionale della mobilità ciclistica, si terrà sabato 1 dicembre alle 14 nella Sala grande del padiglione I, al primo piano.
Lo staff del Cirem – coordinato da Italo Meloni, ordinario di Pianificazione dei trasporti al dipartimento di Ingegneria civile, ambiente e architettura dell’Università di Cagliari – ha individuato una rete che si snoda lungo il territorio isolano per circa 2.100 chilometri e vede coinvolti numerosi centri abitati, aree naturali, siti Unesco, punti di interesse e nodi di trasporto extraregionali e interregionali. “Nel 2015 la Regione Sardegna ha riconosciuto la mobilità ciclistica come fattore strategico nella pianificazione regionale delle infrastrutture prioritarie. Con l’Arst soggetto attuatore e Cirem per l’impostazione metodologico-scientifica, è stata avviata la definizione del Piano regionale della mobilità ciclistica con la contestuale attivazione della procedura di Valutazione ambientale strategica (Vas). Questo processo – spiega il professor Meloni – ha consentito la costruzione di un vero e proprio progetto di territorio esteso all’intera isola. I lavori hanno portato lo scorso 31 luglio all’adozione del Piano unitamente alla Vas, da parte della Giunta regionale”. Il Piano ha visto l’applicazione di una metodologia pianificatoria che individua attraverso un approccio di sistema un complesso di interventi, azioni e misure integrate di infrastrutturazione fisica e sociale finalizzate a promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di spostamento quotidiano, di svago, sport e turismo.

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Il professor Meloni, ordinario di Pianificazione e direttore del Centro interuniversitario dal 2014, ha coinvolto nei lavori un gruppo di giovani ricercatori e dottorandi, specialisti in architettura, ingegneria, sociologia e marketing. Tra questi, Eleonora Sottile, Veronica Zucca, Cristian Saba, Benedetta Sanjust, Daniele Trogu, Beatrice Scappini, Carlo Perelli, Andrea Zara, Giulia Desogus e Francesco Piras. “L’idea è quella di pianificare e attuare un sistema di mobilità incentrato sull’uso della bicicletta con l’individuazione di un complesso di azioni, misure e interventi combinati, coordinati e integrati di natura infrastrutturale, fisica e sociale. L’obiettivo è quello di diffondere l’utilizzo della bicicletta, aumentando il numero dei ciclisti, tra spostamenti feriali e festivi. Il Piano di un sistema di mobilità ciclistica in un territorio come sardo – aggiunge Italo Meloni – si configura come un Progetto che promuove sia un diverso modo di visitare e fruire del territorio, sia occasioni e opportunità di crescita economica valorizzando i territori attraversati e integrando differenti contesti, costieri e dell’entroterra, a bassa e alta intensità insediativa”. Un percorso con una filosofia precisa: “Legittimare la mobilità ciclistica e le ciclovie come oggetto strategico delle politiche regionali”.

Nel Piano sono individuati gli itinerari della rete ciclistica regionale. Tra questi, 52 itinerari per una lunghezza totale di 2.649 km (di cui 550 km bici più treno); 256 centri abitati attraversati; 231 territori comunali attraversati; 63 Sic, 22 Zps, due parchi nazionali e quattro regionali in prossimità della Rete; tre siti Unesco (un sito patrimonio mondiale, un geoparco e una riserva della biosfera). Ma non solo. In prossimità della Rete sono presenti 747 punti di interesse (di cui 248 spiagge), tre borghi di eccellenza, otto porti commerciali (24 porti turistici); 49 stazioni ferroviarie e 432 fermate Arst extraurbane.

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