La rotta dei tonni in kayak: navigazione esperenziale da Stintino a Carloforte

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Mare, kayak, bellezze naturali, amicizia, emozioni: sarà questo il mix della Rotta dei tonni, viaggio esperenziale lungo la costa ovest della Sardegna che partirà lunedì 3 giugno e vedrà impegnato un team di quattro specialisti: Lino Cianciotto, appassionato canoista e fotografo, guida turistico-ambientale, Stefano Grassi, esperto in navigazioni su lunghe distanze, Daniele Strano e Carlo Coni, entrambi canoisti di provata esperienza con all’attivo un periplo della Sardegna; in tutto quattro persone, un gruppo di amici differenti per età e capacità psicofisiche, storie personali diverse e significative.

Saranno oltre 160 miglia nautiche da Stintino a Carloforte da coprirsi a tappe in una settimana, lungo la rotta che i tonni percorrono da sempre a primavera nel Mediterraneo, alla ricerca dei luoghi migliori per riprodursi; sarà certamente un navigare avventuroso, denso di emozioni per i paesaggi che si susseguiranno negli occhi dei partecipanti; da nord a sud, sotto costa in un mare ‘esterno’ infido, con il maestrale – dominante su quel litorale – non sarà come navigare in un lago: quella zona del Mediterraneo è quella dove si registra il fetch (termine che indica l’altezza delle onde in mare aperto) più alto e poi c’è l’imponderabilità di un vento anche contrario – da sud – che spingerebbe addirittura al largo.

I canoisti nel loro percorso verso sud, abbracceranno idealmente con le loro pagaie un mare ancora tra i meno contaminati ed una costa caratterizzata da baie incantevoli e selvagge con un entroterra di gran fascino caratterizzato da testimonianze storiche e monumentali delle antiche tonnare – tra le poche ancora attive nel Mediterraneo – mirabile esempio di pesca ecosostenibile e di cultura marinara.

Lino Cianciotto, atleta di rango – nonostante la amputazione transtibiale patita nel 2013 – che a tuttoggi corre, arrampica, che fa subacquea, speleo e che si cimenta in gare di durata, spiega il significato di questa nuova sfida: “Era un sogno che mi ero posto già da tempo, questa era un’esperienza che mi mancava e volevo viverla in completa autonomia. Sarà un viaggio senza nessuna assistenza nè in mare nè a terra, a me piace così, rispecchia il mio carattere e la mia indole, farcela da solo, l’aiuto e l’assistenza servono solo quando sono davvero indispensabili”.

“Già da un po’ con Lino si parlava di organizzare un viaggio di questo tipo e di coinvolgere qualche isolano come noi in questa esperienza, che sarà bellissima – racconta Stefano Grassi – io sono un super appassionato di canoe, ho bel dodici kayak e anche stavolta sul mio – che è un Taran 18 stabile e performante – non mancherà una cosa fondamentale che porto sempre nelle mie navigazioni: una capiente rete con cui recupero buste di plastica; la plastica è un terribile inquinante dei mari, quella molle è addirittura la peggiore, perchè si deteriora facilmente per via del sole e degli agenti marini in piccolissime scaglie, creando danni incalcolabili a tutto l’ecosistema”.

Secondo Carlo Coni sarà una navigazione densa di attrattive e di fascino: “La canoa è il mio lavoro, navigare e percorrere le coste della mia isola è la mia ragione di vita, dato che organizzo escursioni anche con scolaresche ed insegno ad ogni uscita, educazione ambientale; dobbiamo vivere in sintonia con la natura e rispettarla: due volte l’anno metto a disposizione le canoe per due giornate ecologiche per la pulizia delle spiagge; da poco con trenta amici abbiamo pulito un chilometro di spiaggia a Giorgino recuperando tredici quintali di plastiche e rifiuti; navigare in canoa è bellissimo, ma soprattutto in un mare che dobbiamo impegnarci sempre di più a pulire e proteggere dall’inquinamento”.

“La lunghezza del percorso non ci preoccupa, in realtà è un’esperienza fattibile da chiunque sia mediamente allenato – sostiene Daniele Strano – l’unica variabile è il meteo del Mediterraneo, oggi più di prima instabile e mutevole: dovremo essere pronti a trovare un riparo se le condizioni del mare dovessero farsi proibitive; questa non è solo un’impresa di sport ma anche di sensibilizzazione ecologica: per noi la salvaguardia dell’ambiente e del nostro patrimonio marino è fondamentale per cui nella nostra autosufficienza sia idrica ed alimentare ci impegneremo a conferire i nostri rifiuti ad ogni atterraggio di tappa e non utilizzeremo contenitori in plastica che – come si sa – sono uno dei maggiori inquinanti del mare”.

Un programma importante quindi, che unisce sport e inclusione, benessere, cultura, promozione del territorio, con un fermo grande messaggio verso la protezione dell’ambiente marino e costiero: un progetto originale nel suo genere, primo in assoluto in Sardegna, che sarà sicuramente un grande successo.

Alberto Porcu Zanda

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