La Sardegna esplode: siamo tutti pastori

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Sesto giorno di proteste dei pastori per il prezzo del latte, in Sardegna da Nord a Sud, lenzuola bianche  alle finestre, serrande dei negozi chiusi, tante le aule scolastiche rimaste vuote. Anche diversi Municipi della Sardegna hanno esposto un lenzuolo in segno di vicinanza alla lotta che portano avanti i pastori e le loro famiglie.

Una mobilitazione che si sta allargando a macchia d’olio, in attesa di quelle risposte che dovrebbero arrivare dal tavolo  convocato dal Governo. La statale 131 è stata invasa da trattori, camion e manifestanti al bivio di Sologo, nel territorio comunale di Lula, tra Nuoro e Siniscola dal chilometro 50 al km 83. Entrambe le carreggiate sono state chiuse al traffico, per la presenza di centinaia di persone e di mezzi pesanti messi di traverso sulla strada.

Migliaia di ragazzi di tutte le scuole di Cagliari e dell’hinterland si sono ritrovati davanti al liceo classico Siotto per sostenere la lotta degli allevatori sardi. Il corteo è partito poco dopo le 9 e si è ingrossato con l’arrivo di altri studenti partiti dalle loro scuole. Almeno 3mila persone sono radunate in piazza d’Italia a Sassari per manifestare solidarietà ai pastori in lotta per l’aumento del prezzo del latte ovino.  Davanti alla sede della Prefettura tantissimi studenti,  ci sono anche i minatori del sito di Olmedo con uno striscione per dire “Siamo tutti figli di pastori”. I commercianti del centro hanno aderito alla manifestazione affiggendo sulle vetrine cartelli solidali con gli allevatori.

Foto di copertina: Orani in piazza, vicina ai pastori e alla loro protesta

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