Le precisazioni dell’ATS Sardegna in merito ad un articolo dell’Unione Sarda

Le precisazioni dell’ATS Sardegna in merito all’articolo pubblicato dal quotidiano L’Unione Sarda in data 5/5/2019 e dal titolo “L’attesa da incubo: «La mammografia? Torni tra un anno»”.

– l report semestrale pubblicato nel sito istituzionale della Regione Sardegna sui tempi di attesa per le 43 prestazioni critiche del sistema sanitario regionale, descrivono i dati in maniera semplificata, non esplicitando il panorama del resoconto dettagliato: il monitoraggio, infatti, si sofferma su un’analisi dei tempi medi di attesa senza fare alcuna ripartizione tra urgenze, codici di priorità, ambiti territoriali e modalità di accesso. Ciò significa che all’interno della stessa casella “Giorni medi di attesa” sono comprese le urgenze (che come prevede la normativa devono essere prese in carico entro 72 ore), le visite brevi (10 giorni), le visite differite (30 giorni per le visite e 60 giorni per gli accertamenti diagnostici) e le visite programmate (che possono essere calendarizzate entro 180 giorni). Il dato finale non è quindi completamente rappresentativo della situazione attuale.

Allo scopo di governare le liste d’attesa, a partire dallo scorso anno l’ATS Sardegna ha pianificato un percorso di formazione dedicato ai medici prescrittori (condiviso sia con l’Ordine dei Medici sia con le organizzazioni sindacali), basato su tre elementi di novità rispetto al precedente meccanismo di prenotazione e di erogazione della prestazione sanitaria: i raggruppamenti di attesa omogenea (Rao), gli ambiti di garanzia e la distinzione tra primo e secondo accesso. Grazie al lavoro dei Centri Unici di Prenotazione, che nei primi mesi del 2019 hanno avviato il processo di riorganizzazione delle agende, e grazie all’impegno mostrato dai medici prescrittori, l’ATS Sardegna è ora in grado di stilare report più articolati, capaci di offrire una panoramica completa sul monitoraggio delle liste di attesa: nel mese di febbraio, ad esempio, una parte rilevante delle 43 prestazioni critiche mostra avere dei tempi di attesa in linea con i dettami della normativa nazionale. Questi report, prodotti dal Coordinamento Regionale Cup di SardegnaIT, diventeranno sempre più efficaci con l’aumentare dell’utilizzo obbligatorio dei codici di priorità da parte dei medici prescrittori, offrendo agli utenti una rappresentazione chiara sugli specifici tempi di attesa delle diverse prestazioni.

Nonostante questi dati di miglioramento a seguito di forti azioni, per migliorare ulteriormente le performance dell’offerta sanitaria l’Azienda non può che essere concorde con la richiesta espressa dai sindacati sull’assunzione di nuovi professionisti: su questo punto ATS si è impegnata fin dal momento della sua costituzione attraverso la stabilizzazione e l’assunzione a tempo indeterminato di oltre 1.500 dipendenti. Inoltre, sempre al fine di ridurre le liste d’attesa, l’Azienda Tutela Salute ritiene indispensabile l’utilizzo esclusivo della ricetta dematerializzata. L’adozione generalizzata di questo sistema obbligato consentirebbe ai medici prescrittori di selezionare il miglior percorso assistenziale dedicato al proprio paziente e al sistema sanitario regionale di migliorare la qualità dell’offerta sanitaria rivolta ai singoli utenti.

Si sottolinea inoltre che il tema del governo delle liste d’attesa è sempre al centro dell’agenda sanitaria regionale e che l’ATS Sardegna, insieme alle altre Aziende e ai tanti protagonisti che compongono il sistema sanitario sardo, fa parte della cabina di regia coordinata e diretta dall’Assessorato Regionale alla Sanità, il quale aveva infatti deliberato per l’introduzione dei Raggruppamenti di attesa omogenea (Rao) e della priorità.

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