domenica, Gennaio 18

Libri, “La Levatrice”: il 27 maggio, Bibbiana Cau presenta il suo romanzo d’esordio

È la Sardegna del 1917 a fare da sfondo al romanzo d’esordio di Bibbiana Cau, “La levatrice”, in uscita il 27 maggio per la casa editrice Nord. Una storia al femminile che racconta la sapienza antica, la lotta per l’emancipazione, la solidarietà, il senso di comunità: ne è protagonista Mallena, levatrice empirica, che si ritrova a lottare per vedere riconosciuto il suo lavoro mentre cerca di alleviare, tra le mura domestiche, la sofferenza del marito, tornato menomato nel corpo e nell’anima dal fronte.

In concomitanza con l’uscita del libro, l’autrice presenterà l’opera a Cagliari in prima nazionale con la giornalista Alessandra Piredda per il festival Éntula. L’incontro si terrà alle 18 nella terrazza della Fondazione di Sardegna. L’evento è organizzato da Lìberos nell’ambito del festival Éntula con il sostegno del Comune di Cagliari e in collaborazione con la casa editrice Nord, le librerie Miele Amaro e Ubik Cagliari, e Zarcle.

Bibbiana Cau è nata e vive in Sardegna. Dopo gli studi di Ostetricia all’Università di Cagliari, nel corso di una lunga carriera lavorativa ha avuto il privilegio di accompagnare alla nascita tantissime nuove vite. Lettrice da sempre, ha scoperto l’interesse per la scrittura durante la stesura della tesi in Storia sociale e, dopo essersi laureata in Educazione degli adulti e in Formazione continua all’Università di Roma Tre, ha frequentato i corsi della Scuola Holden di Torino, di Medicina narrativa presso le Aziende Sanitarie Locali sarde e di Londra Scrive con Marco Mancassola. 

Per quanto riguarda il libro, la protagonista è Mallena. Un giorno di sedici anni prima è arrivata a Norolani insieme con Jubanne, cui è bastato un attimo per innamorarsi e che l’ha sposata per proteggerla da un destino che gravava su di lei come una condanna. Eppure, per gli abitanti di quel paese dove il maestrale porta il respiro del mare, ormai è diventata un punto di riferimento. Perché Mallena è una llevadora che, mettendo in pratica il sapere antico tramandatole dalla madre, assiste tutte le partorienti, anche quelle delle famiglie più umili, senza mai pretendere nulla in cambio. Ma tutto precipita nel settembre 1917, quando Jubanne torna dal fronte ferito nel corpo e nell’anima. Per pagargli le cure necessarie, Mallena chiede a gran voce al Consiglio comunale di essere remunerata per il suo lavoro e, ancora una volta, quel sussidio le viene negato. Come se non bastasse, in conformità a un decreto regio, viene assunta un’ostetrica diplomata, destinata a sostituirla.

Arriva dal continente, Angelica Ferrari: nonostante la giovane età, per essere lì ha combattuto a lungo, sfidando le convenzioni sociali e la disapprovazione del padre, che voleva relegarla tra le mura domestiche, sposata con un buon partito. E adesso deve lottare contro la diffidenza delle donne del paese, che la vedono come un’estranea e rifiutano le sue cure. Dovrebbero essere rivali, Mallena e Angelica, invece sono le due facce della stessa medaglia, entrambe spinte dal desiderio di libertà e indipendenza, entrambe tradite dalle persone che avrebbero dovuto proteggerle e vittime della quotidiana ingiustizia che il mondo sa riservare soprattutto alle donne. Tuttavia, quando la situazione si farà insostenibile e i fantasmi del passato torneranno a bussare alla porta di Mallena, sarà proprio l’intera comunità di Norolani a pretendere che, per una volta, si faccia davvero giustizia. 

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