Libia, gli scontri proseguono. Unhcr “Trafficanti vestiti come noi”

Trafficanti mascherati da personale Uhchr. Secondo fonti ritenute attendibili dalla agenzia dell’Onu e secondo i rifugiati stessi, sembrerebbe che alcuni criminali, muniti di giubbotti e di altri oggetti con loghi simili a quelli ufficiali, si presentano come personale delle Nazioni Unite in diverse località della Libia, tra cui luoghi di sbarco e centri di traffico.

Venduti ai trafficanti, i rifugiati subiscono abusi e torture se non riescono ad andare sotto la copertura dell’UNHCR ed i suoi partner presenti nei punti ufficiali di sbarco per fornire assistenza umanitaria e medica, compresi cibo, acqua, vestiti.

Premettendo che il trasferimento dai punti di sbarco è un compito delle autorità libiche, gli uomini e le donne dell’agenzia sono presenti all’interno del centro di detenzione per monitorare la situazione, aiutare e identificare i più vulnerabili per cercare di trovare soluzioni, specialmente nei paesi terzi.

Gli ultimi scontri a Tripoli hanno reso drammatica la situazione dei rifugiati e dei migranti che vivono nelle aree urbane o che sono detenuti. Fra le tante atroci segnalazioni, una donna ha detto all’UNHCR che criminali sconosciuti hanno rapito suo marito, l’hanno violentata e hanno torturato suo figlio di un anno. La donna ha detto che il bambino è stato denudato e molestato sessualmente dai criminali.

 Molti rifugiati erano detenuti in aree vicine agli scontri ed a rischio di essere colpiti dai razzi. Migliaia sono fuggiti dai centri di detenzione, in un disperato tentativo di salvare le loro vite.

L’UNHCR chiede con fermezza che vengano messe in atto alternative alla detenzione, compreso l’uso immediato della struttura di raccolta e partenza a Tripoli, che fungerà da piattaforma per raggiungere la sicurezza in paesi terzi e che sarà gestita dal Ministero degli interni libico e dall’UNHCR. La struttura ha la capacità di ospitare 1.000 rifugiati vulnerabili e richiedenti asilo ed è pronta per l’uso.

L’UNHCR chiede inoltre una forte azione istituzionale per colpire i trafficanti responsabili.

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