Mandas. Quattro giorni di celebrazioni per Renato Raccis

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Mandas. Ha preceduto attaccanti sardi come Pietro Paolo Virdis, Gianfranco Zola e Gigi Piras ma non sono tanti a ricordare le sue gesta. E allora Mandas ha voluto celebrare, in occasione del centenario della nascita, il suo campione Renato Raccis in una quattro giorni di appuntamenti e iniziative a lui dedicate.

Il programma, che si snoderà da giovedì 16 a domenica 19 giugno, è stato presentato questa mattina nell’Assessorato al Turismo della Regione Sardegna. L’Assessore Gianni Chessa, affiancato dal Sindaco di Mandas Umberto Oppus che si è occupato di organizzare l’evento, ha accolto i figli del bomber di Mandas, Giorgio e Donatella che, pur ormai lontani dalla Sardegna, non sono voluti mancare all’appuntamento.

“La nostra famiglia – ha commentato Giorgio Raccis – non può che esprimere gratitudine verso chi ha pensare di organizzare tutto questo per mio padre. Spesso mi sono chiesto quale sarebbe potuto essere l’esempio da tramandare ai giovani per ricordare mio padre e mi piace pensare, oltre al modello del cannoniere che ha fatto tanti gol, la storia di un ragazzo di appena sedici anni che lascia il castello e va da solo a Prato nel 1938. Erano altri tempi e non c’era di sicuro la possibilità di conoscere il mondo fuori dalla tua casa. Ma ha avuto coraggio ed è rimasto sempre con i piedi per terra, divertendosi a fare gol ma senza mai perdere i suoi valori, la sua identità e la sua fermezza”.

Presenti all’incontro con la stampa, anche i giocatori del Cagliari dello scudetto che nel 2007 sono stati insigniti della cittadinanza onoraria dal Comune di Mandas che tra l’altro ha dato i natali allo storico tifoso rossoblù da tutti conosciuto come Marius (Mario Sardara). Accanto a Beppe Tomasini e Adriano Reginato, anche la punta selargina Gigi Piras che con i suoi gol ha fatto sognare intere generazioni di sostenitori isolani.

“Credo che questa iniziativa – il pensiero dell’Assessore Chessa – abbia una doppia valenza perché da una parte mette in risalto un grande giocatore sardo che non è conosciuto come meriterebbe di essere. E dall’altra permette alla Sardegna di essere ancora una volta alla ribalta. Il mio obiettivo è quello, anche grazie allo sport, di fare in modo che si parli sempre di più della nostra isola, ma non solo al di fuori di essa. Perché anche noi sardi stessi non siamo a consocenza di alcune della zone della Sardegna ed ecco perché, nel rendere omaggio alle gesta di Raccis, potremo riscoprire un territorio importante come quello di Mandas”.

Primo calciatore sardo a giocare in Serie A, terzo bomber isolano di sempre nella massima serie, dietro a Virdis e Zola, ma davanti a Sau e Piras, Renato Raccis avrebbe compiuto cento anni venerdì 17 giugno. E a rendergli omaggio, oltre ai campioni del Milan del presente e del passato, che hanno già fatto pervenire i loro messaggi, come Costacurta e Baresi, ce ne saranno altri che raggiungeranno Mandas per non mancare all’evento. Per il quale sono arrivati i complimenti anche da Livorno, il club con il quale l’attaccante isolano ha sfiorato lo scudetto nella stagione 1942/1943.

Nel corso della quattro giorni di appuntamenti, sono in calendario l’intitolazione di una strada di Mandas a Raccis, un torneo giovanile, la “Partita del Centenario” tra le vecchie glorie del Cagliari e quelle locali, la presentazione di un libro sulla sua storia, un premio promosso dall’Ussi nazionale, per i migliori elaborati realizzati dagli studenti delle scuole primarie del centro della Trexenta. In programma anche anche un raduno con i sindaci dei paesi dell’isola che hanno espresso calciatori con almeno una presenza nella massima serie italiana. Ai lavori sono attesi alcuni dei principali protagonisti del Milan e del Cagliari che hanno segnato la storia del calcio, del passato e del presente.

“Oggi il mondo moderno – la chiusura di Umberto Oppus – dimentica in fretta ma noi da tanti anni siamo impegnati a riscoprire, valorizzare e far conoscere una figura del calcio sconosciuta ai più. Puntando l’accento su quei valori che ora non ci sono più in un calcio sempre condizionato dalla commercializzazione. E questo sarà solo l’inizio perché vogliamo aprire un percorso che durerà tutto un anno, dedicandolo a una figura come Renato Raccis che è stato un interprete di uno sport dove, dove lealtà e correttezza erano sopra ogni altra cosa”.

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