Mater Olbia, sindaci soddisfatti della struttura

Olbia. I sindaci di La Maddalena, Arzachena e Golfo Aranci,  soddisfatti per il Mater Olbia esprimono i loro pensieri 
all’Agenzia di stampa Adnkronos.

Così Luca Carlo Montella, sindaco di La Maddalena, commenta la nuova struttura ospedaliera Mater Olbia: “Più strutture ospedaliere aprono nelle vicinanze meglio è perché questo implica non dover raggiungere Roma o Milano per ricevere cure di qualità. La struttura porterà aiuti concreti soprattutto se andrà ad effettuare prestazioni sanitarie che nel nostro Comune non ci sono e che potrebbero essere utili anche ai non sardi e dare lustro alla nostra regione, però ritengo che bisogna dare priorità alle strutture in loco perché comunque spostare 12mila cittadini con traghetti e poi costringerli a percorrere strade mal collegate fino a Olbia non è sostenibile”.

“La nostra realtà insulare determina una peculiarità che gli altri territori non hanno – spiega – si rischia di arrivare al punto che gli abitanti dell’isola dovrebbero prendere un traghetto e percorrere chilometri per andare a Olbia anche per necessità di pronto soccorso. Qui a La Maddalena abbiamo il nostro presidio ospedaliero che al momento è in sofferenza per via dei tagli alla sanità”.

“In termini di politica nazionale o regionale è sicuramente un guadagno, però quando si tratta di una prestazione sanitaria diventa fondamentale valutare i tempi di percorrenza perché non si può rischiare di arrivare tardi. Come sindaco credo sia importante che questa apertura non precluda gli investimenti sulle strutture sanitarie della nostra isola”, conclude.

Roberto Ragnedda, sindaco di Arzachena, a proposito del Mater Olbia, l’ospedale nato dalla partnership tra la Qatar Foundation Endowment e la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Ircss di Roma, afferma: “Il Mater Olbia è una struttura iper-moderna, adeguata a cogliere e vincere le sfide sanitarie che si presentano alla nostra comunità gallurese. Una struttura di questo genere qualifica la nostra destinazione e garantisce servizi
d’eccellenza per i nostri concittadini e allo stesso tempo va ad integrare e rafforzare la sanità gallurese; ciò migliora sicuramente l’offerta turistica del territorio. Sono sicuro che sarà un punto di riferimento soprattutto dal punto di vista della ricerca”.

“Sarà sicuramente un punto di contatto con strutture sanitarie più strutturate che farà sì che i viaggi massacranti verso la penisola di molti pazienti sardi diminuiranno – ha commentato in conclusione – sicuramente il ‘brand’ Gemelli è sinonimo di qualità ed efficienza nell’ambito sanitario, pertanto la ritengo una collaborazione virtuosa che potrà generare meccanismi eccellenti. Il Mater Olbia credo sia
un’ottima operazione soprattutto se, come credo, si riusciranno ad implementare anche le strutture sanitarie dei comuni limitrofi ad Olbia, come il nostro”.

Anche il sindaco di Golfo Aranci, Mario Mura, soddisfatto per il Mater Olbia dichiara all’Adnkronos: “Io sono andato anche da poco a visitare il Mater Olbia personalmente e la mia impressione è che si tratti di un ospedale di grande eccellenza e di qualità che sicuramente serve al territorio da tempo è deficitario di posti letto”.

“Ho capito che come tutte le cose quando iniziano ci si deve abituare, c’è l’utenza che ancora non ha capito che questo è un ospedale per tutti, dove si può andare a fare ogni tipo di visita allo stesso costo delle strutture pubbliche. Molti cittadini, me compreso – ha confessato – pensavano fosse un ospedale d’elite solo per ricchi data la bellezza della struttura e l’efficienza dei servizi. Nel mio paese
ma un po’ ovunque in Sardegna ci sono malati che sono costretti a ricorrere all’aereo per raggiungere ospedali a Verona, a Milano quando invece da adesso hanno un’eccellenza unica nella loro regione anche in termini di personale perché i medici che lavorano qui arrivavano dal
Gemelli o dal San Raffaele”.

“A molti miei concittadini sembra impossibile che si tratti di una struttura pubblica – ha commentato il sindaco – Attualmente gli ospedali che abbiamo a Tempio Pausania e a La Maddalena soffrono una carenza di posti letto e c’è da dire che la riforma con tutti i tagli ne ha praticamente decretato la chiusura. Dato che questi ospedali pubblici non riescono a fornire tutto ai pazienti si recano tutti a Olbia che però non riesce a gestire un’utenza così massiccia”.

“Penso che il Mater Olbia possa diventare un’eccellenza per tutta la Sardegna perché so che molti macchinari sono in dotazione esclusiva. Credo che l’obiettivo sia quello di farlo diventare al pari di un San Raffaele o un Gemelli però bisogna comunicare meglio ai cittadini che è ottimo anche per visite di routine come tac e risonanze magnetiche
con tempi di attesa molto ridotti rispetto agli ospedali che abbiamo dove per una risonanza ci vogliono 8 mesi o si è costretti ad arrivare fino a Nuoro”, ha concluso.

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