Mercoledì al Centro servizi culturali di Oristano, l’esito scenico del laboratorio di scrittura creativa “Architetture della mente”

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Sarà presentato mercoledì 8 giugno, alle 17.30, al Centro Servizi Culturali Unla di Oristano, “Architetture della mente”, l’esito scenico del laboratorio di scrittura creativa promosso dal Centro di Salute Mentale (Csm) di Oristano e curato dalla scrittrice Savina Dolores Massa.

Ispirato all’opera “Le città invisibili” di Italo Calvino, lo spettacolo arriva al termine di otto mesi di attività laboratoriale, in cui i 15 partecipanti – utenti del Csm, ma non solo – sotto la guida della poliedrica intellettuale oristanese finalista al premio Calvino 2007 con il romanzo “Undici”, con la supervisione dell’educatrice professionale Fabiola Biddau, si sono cimentati nella lettura e nella scrittura, con l’elaborazione di contenuti originali e riflessioni collettive che saranno portati in scena mercoledì.

«Il laboratorio di scrittura creativa è un’esperienza nata nel 2015 dalla collaborazione con la scrittrice Savina Dolores Massa, che con entusiasmo e partecipazione ha accolto fin da subito la nostra proposta, e con il Centro Servizi Culturali di Oristano, che ci ospita gratuitamente una volta alla settimana permettendoci di lavorare in un ambiente “neutro” e aperto a tutti – spiega l’educatrice professionale Fabiola Biddau – Da sottolineare che non si tratta di seminari di scrittura creativa riservati ai soli frequentatori del Csm, ma a chiunque sia interessato ad approfondire queste tecniche: trovarsi in un campo comune, al di fuori dei luoghi dedicati alla salute mentale, è il valore aggiunto di questo progetto, perché significa costruire rapporti umani e permettere alle persone di conoscersi senza stigmi e pregiudizi».

Il laboratorio di scrittura, oltre a favorire l’inclusione sociale, ha anche e soprattutto una finalità preventiva e terapeutica, perché fornisce ai partecipanti gli strumenti per dare voce, attraverso l’espressione scritta, ai propri pensieri ed emozioni, raccontarsi e raccontare la malattia e il disagio mentale e non solo, in un clima di reciproco confronto e arricchimento tra tutti i partecipanti prima e con gli spettatori poi.

«Per due anni, nel 2020 e nel 2021, a causa del Covid abbiamo dovuto interrompere le attività laboratoriali in presenza e sospendere l’esito scenico finale, ma questo non ci ha impedito di continuare a lavorare a distanza: dal lavoro dei partecipanti è nato il libro “La casa” – prosegue l’educatrice – che raccoglie gli scritti elaborati durante il periodo del lockdown. Quest’anno abbiamo riannodato i fili di un discorso interrotto dal 2019». Concluso il laboratorio invernale, che si è protratto da ottobre a maggio, si sta lavorando anche per quest’anno a una versione estiva i cui dettagli sono da programmare.

Lo spettacolo di mercoledì è gratuito e aperto a tutti. Nel rispetto delle norme anti Covid, sarà necessario indossare le mascherine FFP2.

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