Mozione di sfiducia per il pendolino che non pendola, Massimo Deiana.

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Dopo quella presentata dai Riformatori, ora è il centrodestra a chiedere al presidente della Regione di revocare l’incarico all’assessore dei Trasporti, Massimo Deiana, non ritenuto all’altezza del suo compito prendendo atto “della discutibile e dannosa gestione delle problematiche dei trasporti in Sardegna”.
In particolare, la mozione presentata esamina la ritirata di Ryanair dalla Sardegna che rinuncia a 14 rotte ad Alghero e 8 a Cagliari, tenendo conto che Ryanair incide per il 60% del traffico passeggeri dell’aeroporto di Alghero, ciò comporta la perdita di milioni di euro di danno all’economia dell’Isola. “C’è una grave mancanza di strategia nell’assessorato dei Trasporti – scrive Giuseppe Fasolino (Fi) – Non c’è un’idea di progetto di Sardegna”. Di “fallimento” dell’assessore parla anche il capogruppo Udc, Gianluigi Rubiu che afferma: “l’Arst è stata il suo primo fallimento, poi Saremar e ora i trasporti aerei e i treni”.
L’ennesima brutta figura del cosiddetto treno veloce, ribattezzato in mille modi a mo’ di barzelletta, ha bollato l’assessore per le sue incapacità di amministrare un settore alquanto strategico come quello dei trasporti sardi. Il giorno dell’inaugurazione erano tutti presenti, presidente, consiglieri e tanti altri, tutti li a farsi vedere in modo da dire “cero anch’io”. Ma dov’erano? A celebrare il treno veloce, che lo stesso giorno dell’inaugurazione è arrivato in ritardo e il giorno successivo non è addirittura ripartito. L’episodio ha fatto perdere la faccia all’assessore regionale ai Trasporti sganasciare dalle risate l’isola e i dintorni ma mettiamo in conto che ancora una volta la faccia la mettiamo tutti noi sardi. Ora l’assessore dovrà prendere atto delle mozioni di sfiducia presentate in Consiglio regionale, ma ancor di più deve tener conto che la gran part dei sardi lo ha sfiduciato da tempo, per un paio di motivi: questione Saremar, il problema Meridiana, la non gestione della continuità territoriale, la pessima figura dei treni veloci a tutti i costi in assenza di una rete ferroviaria in grado di supportarli, le esternazioni contro Ryanair, dopo aver messo di fatto alla porta le parti sociali promettendo soluzioni solo sulla carta, dopo aver conclamato di fatto un immobilismo politico senza precedenti e alla luce delle sue pregresse attività di consulente che si scontrerebbero con le posizioni odierne in termini di coerenza e serietà politica. Può bastare.

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