Musica, Daniele Silvestri al Teatro Massimo: tre ore di musica per raccontare “storie”.

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Le storie, quelle passate, quelle odierne e quelle che probabilmente prenderanno forma nel futuro, Daniele Silvestri e il suo eccellente gruppo di musicisti, le porta sul palco. Sabato sera, sul palco del Teatro Massimo nella seconda serata sold out, volutamente ricercata, c’è quell’atmosfera tipica da studio di registrazione.

A sipario chiuso, Silvestri è seduto su una scrivania ad abbozzare un testo che parla di una separazione dal punto di vista femminile mentre il batterista Pietro Monterisi dorme su una poltrona. Il tastierista Gianluca Misti arriva e propone di fondere il brando odierno con quello provato la sera precedente.

I fiati cominciano a suonare, le proposte si miscelano per arrivare al brano“Scrupoli” e il concerto ha il suo via. Il sipario si apre sul resto della band già piazzato: Gabriele Lazzarotti al basso, Daniele Fiaschi alle chitarre,  Duilio Galioto a tastiere e cori, Marco Santoro a fagotto, tromba e cori, Jose Ramon Caraballo a percussioni, tromba e cori.

Stesura del testo, arrangiamenti, ripresa o registrazione, A Daniele Silvestri e ai suoi compagni di viaggio, interessa mostrare al pubblico come nasce un canzone. Questo avviene anche nell’intervallo creatosi dopo circa 90 minuti, dove a luci accese, i musicisti agiscono come se fossero da soli.

Nel complesso, fra inediti e hit del passato, il cantautore capitolino ci mette la sua biografia, quella degli “altri”, è quella di chi nel bene o nel male si è contraddistinto in Italia. Dopo il nuovo singolo “Tik Tak”, Silvestri dedica “L’uomo intero” a suo padre, per Berlusconi c’è “Che bella faccia” mentre per Paolo Borsellino ecco “L’appello”, un omaggio interpretato con dei cartoncini rossi sventolati dal pubblico. Anche Lucio Dalla è di casa in questa serata con una speciale rivisitazione di “Cara”. E da romano a romano, “Testardo” è una carezza a Gigi Proietti

Per quanto concerne il repertorio, non può mancare “Il mio nemico” interpretato con le immagini del cortometraggio “A Guerra finita” di Simone Massi e con le parole di Gino Strada ad echeggiare in sala. E poi come non ascoltare “Gli acrobati”, “La mia casa”, “L’uomo col megafono, Strade di Francia, L’autostrada, Il flamenco della doccia, Aria e ovviamente Salirò.

In definitiva, l’idea di Silvestri, funziona alla grande!

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