sabato, Gennaio 24

Musica, domani Raphael Gualazzi in concerto al Teatro Massimo


Raphael Gualazzi in concerto martedì 30 dicembre alle 20.30 al Teatro Massimo di Cagliari sotto le insegne del CeDAC Sardegna: l’ecclettico cantautore, pianista e compositore, già vincitore del Festival di Sanremo nel 2011 per la categoria Giovani con “Follia d’Amore”, e per altre tre volte protagonista sul palco dell’Ariston, proporrà un’antologia delle sue canzoni accanto a celebri standards e grandi successi della musica leggera, oltre alle arie d’opera. Riflettori puntati sull’artista marchigiano, classe 1981, che ritorna nell’Isola alla testa della sua band, formata da Michele “Mecco” Guidi (tastiere, programmazione e backvocal), Luigi Faggi (tromba e backvocal), Anders Ulrich (contrabbasso e basso elettrico) e Gianluca Nanni (batteria e backvocal): un affiatato ensemble vocale e strumentale per un repertorio che spazia tra classica e jazz, pop e blues, tra virtuosistici assoli, momenti intimistici in trio e metriche travolgenti.

Notte di note e emozioni, con Raphael Gualazzi (pianoforte, voce e ukulele) al Massimo: all’attivo sette albums e tre EP, collaborazioni con – tra gli altri – Melody Gardot, Andrea Bocelli, Gregory Porter, Tommy Lee, Gilles Peterson e Suzanne Vega, Dee Dee Bridgewater, Camille, China Moses e Simona Molinari, Stefano Bollani, Paolo Fresu, Fabrizio Bosso, Mario Biondi, Pedrito Martinez, The Puppini Sisters, The Bloody Beetroots e Renaud Letang, Vince Mendoza, la Metropole Orkest e la WDR Big Band Köln, l’artista di Urbino è anche autore di colonne sonore per il cinema, da “Un Ragazzo d’Oro” di Pupi Avati a “Mi Pequeño Chet Baker” di Mauro Diez e la sua “Follia d’Amore” è citata in “Manuale d’Amore 3” di Giovanni Veronesi.

Nel concerto dell’antivigilia di Capodanno, Raphael Gualazzi propone i suoi pezzi più conosciuti e amati dal grande pubblico – accanto a melodie indimenticabili che appartengono all’immaginario collettivo e hanno accompagnato l’esistenza di più generazioni, reinterpretate in chiave contemporanea, con una cifra raffinata e riconoscibile dove si fondono ragtime e blues, lo stride piano di Scott Joplin e James P. Johnson e il soul di Ray Charles, fra tradizione e innovazione.

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