Niente modifiche alla manovra, il governo dice no all’Unione europea

Tanti saluti all’Unione europea: il governo italiano conferma la legge di Bilancio e spedisce a Bruxelles una lettera con un bel No a modifiche scritto bene in chiaro. È questo l’esito del

Consiglio dei ministri che doveva dare una risposta in extremis alla Commissione Ue che aveva chiesto di correggere la manovra e soprattutto il rapporto di deficit/Pil al 2,4% e il debito pubblico. “Attacco e non difesa”, spiega una fonte leghista da Palazzo Chigi, vale a dire nessun passo indietro, anche se Lega e M5s come misure distensive hanno acconsentito ad includere nuove clausole di salvaguardia nel caso le previsioni sulla crescita si rivelassero troppo ottimistiche e il rapporto deficit/Pil sforasse il 2,4: si parla di dismissione immobiliare più corposa (lo Stato conta di vendere i propri immobili a un prezzo maggiore) e di controllo della spesa stringente.

DISMISSIONI – ”Il nostro obiettivo è tutelare i gioielli di famiglia ma allo stesso tempo di dismettere tutto quello che non serve dello stato di immobili o di tutti questi beni che sono di secondaria importanza” ha aggiunto Di Maio, uscendo da palazzo Chigi. ”Deve essere chiara una cosa – ha detto – nel programma di dismissioni non ci sono i gioielli di famiglia: stiamo parlando di immobili, di beni secondari dello Stato e sicuramente la dismissione avrà un effetto positivo per la riduzione del debito”.

”Nella lettera a Bruxelles – ha detto il vicepremier – abbiamo detto che aumentiamo la valorizzazione dei nostri immobili, quindi della dismissione dei nostri immobili”. E ”potremo fare più soldi dal taglio e dalla dismissione di quello che non serve, degli immobili di proprietà dello Stato”.

“La notizia che devo dare agli italiani – ha continuato Di Maio – è che reddito di cittadinanza, pensioni di cittadinanza, superamento della legge Fornero con quota 100, risparmiatori truffati, tutti questi provvedimenti non cambiano. Vanno avanti e creeranno un anno, il 2019, che sarà l’anno del cambiamento”.

Dopo il Cdm si conferma anche l’impianto della manovra e l’azione politica del governo, con quota 100 che parte subito, hanno proseguito le stesse fonti. Vengono inoltre confermate le clausole di salvaguardia e i controlli automatici sulla spesa già previsti (monitoraggio conti pubblici ai fini correttivi) e la destinazione dello 0,2% degli investimenti all’idrogeologico.

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