Oristano, Gisella Vacca presenta il suo ultimo libro

Il luogo scelto da Gisella Vacca, per la presentazione del suo primo libro di Poesie, è La Galleria Librid nel centro storico di Oristano. L’evento, inserito nel circuito Oristanottobreventi, si è svolto il25 ottobre scorso.

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“Questa è una foto in controluce, le foto di questo libro non sono delle foto artistiche d’autore, – spiega Gisella Vacca – sono delle foto scattate con il cellulare, la maggior parte da me, questa sono io e questa creaturina è una mantide, dato che ho una passione per le creaturine, le tengo un attimo in mano, faccio la foto e le lascio andare libere tranquillamente”.

“Dai vieni qui parliamo, come si fa, dimmi come si fa a far perdere la testa? Perderla? Lasciarla divorare.

E poi perché proprio la testa mangi, e non il sesso o il cuore?

E poi Tu mangi al maschio la testa, io la offro al maschio.

All’altro la offro, che a volte, il maschio sono io.

Ma in ogni mistura di umane alchimie, sempre io offro la testa, perché non mi spaventa abbandonarmi, anche se, poi la testa la rivoglio indietro quando l’amore passa”.

Gisella piace iniziare in questo modo la presentazione del suo libro. Nella strofa “La mantide” si racconta identificandosi con questa creaturina nell’amore e nella vita. Alla conclusione della lettura di alcuni versi, interpreta con la sua magnifica voce il brano di Fabrizio De André “Amore che vieni, amore che vai”, accompagnata da Igor Lampis, alla chitarra, editore del Cenacolo di Arescasa editrice che ha creduto nel lancio del libro “Sulla mia carne Morbida”.

21 sono le foto poesie, tra autoscatti, scatti personali e di alcuni fotografi che hanno contribuito alla stesura del bel libro di 52 pagine con copertina rigida a banda fucsia, che rende orgogliosa Gisella della scelta editoriale per il suo colore preferito.

Ora analizza la foto della copertina raffigurante un amuleto della Dea madre intagliato nel legno, che cinge la propria scollatura, regalata da un fan che scattò delle foto ad un suo concerto, e assieme alle fotografie, allegò questo simbolo della dea madre, che Gisella ama moltissimo.

“La Dea madre simbolo del potere creativo dell’universo femminile e del potere della vita e della morte, questo mi ha sempre affascinato – precisa Gisella – ed è proprio da questo simbolo che è scaturita la mia prima poesia”.

“Sulla mia carne morbida” – della cantautrice Gisella – è Il libro più venduto del catalogo del Cenacolo di Ares, tra i più venduti non solo nella collana della poesia, ma tra tutte le collane della nostra casa editrice – aggiunge l’editore Igor Lampis – inoltre noi pubblichiamo pochissimi libri all’anno, poiché siamo interessati alla qualità e non alla quantità, e partecipiamo sempre alla presentazione delle opere assieme agli autori”.

“Per principio non avrei dato il mio libro a pagamento – aggiunge Gisella – li ho scelti perché conoscevo il loro modo di lavorare, dato che investono sugli autori e son contenta che le vendite del libro stiano andando bene”.

Gisella qual è il tuo ruolo nell’arte?

“Sono attrice, cantante, insegnante di canto, regista e autrice. La mia vocazione sono i canti del mondo, nei miei concerti canto in 22 lingue, dialetti e varianti, nelle canzoni dei canti popolari. Ho anche scritto in italiano, in sardo e catalano; ho vissuto in Catalogna”.

Come è nata la passione per la poesia?

Mio nonno e mio zio erano poeti, e in una piccola comunità come Ovodda, mio Paese natio, in poesia si scambiavano gli auguri, le condoglianze e si creavano poesie rigorosamente in versi rimati. Quindi sono cresciuta respirando poesia, mi sono nutrita di poesia; la poesia salva la vita, a me l’ha salvata tante volte. Con un verso ti apre grandi possibilità per andare avanti nei momenti di sconforto”.

“La mia poetessa preferita è Emily Dickinson, grandissima poetessa americana dei primi del 900, una donna che visse chiusa nella sua stanza per trent’anni e che ha creato dei versi bellissimi, ed io non solo la amo, ma in qualche modo le ho dedicato una piccola poesia intitolata “Dickinsoniana”. Ho preso ispirazione da una struttura di una sua poesia: “per fare un prato, che ci vuole? Un trifoglio e un’ape e il sogno, anzi, il sogno può bastare se le api son poche”. Una poesia straordinaria che esalta le possibilità dell’immaginazione, del sogno. Ho dedicato la mia poesia alla Dickinson, raccontando della giornata di San Jordi, in Catalogna, dove si regalano libri e rose. A me era stata regalata una rosa e guardando la foto che mi era stata mandata da un’amica catalana, ho provato una certa nostalgia e ho composto questi versi” – “Il totem di Sant Jordi, nell’assenza, un libro, una rosa e le sue spine – O meglio le spine soltanto quando le rose mancavano”.

Ora Gisella si avvia alla conclusione cantando l’ultimo brano dedicato alle donne curde in curdo, un brano popolare molto bello, Nexşe Mîrzo, dove una donna aspetta a casa il suo amore che combatte al fronte.

In questo brano, la cantante poetessa, può estendere le sue note vocali nel drammatico racconto della storia, grazie alle sue doti di soprano, che vibrando nella libreria del centro di Oristano, coinvolge i presenti con grande emozione.

Cantante di natura versatile, Gisella Vacca, è laureata al Conservatorio di Cagliari, attrice di teatro e di cinema, regista teatrale, autrice. Studia Canto da soprano con la Signora Lucia Cappellino e, in seguito, col M° Roberto Coviello. Contemporaneamente si forma come attrice e regista attraverso stages internazionali diretti da importanti artisti, tra cui Elio de Capitani, Gabriele Vacis, Claudio Morganti, Remondi e Caporossi, Jean-Paul Denizon, Tapa Sudana e Theodoros Terzopoulos.

Inizia l’attività di attrice con Il crogiuolo di Cagliari sotto la direzione di Luca Coppola e Mario Faticoni. È attrice, regista e autrice degli spettacoli allestiti per la stessa compagnia e per il gruppo delle Maschere Nere, da lei fondato e diretto dal 1991 al 1997. Partecipa come attrice radiofonica a numerose trasmissioni per Radiotre Rai e Radio Rai International. Collabora come attrice e cantante-attrice con il Teatro di Sardegna, diretta dai registi Theodoros Terzopoulos, Guido de Monticelli e Giacomo Colli e con la Cooperativa Sirio Sardegna Teatro, diretta da Marco Gagliardo. Recita in alcune produzioni cinematografiche dei registi sardi Piero Sanna, (La destinazione) Enrico Pau (Jimmi della collina), Simone Contu (Treulababbu – Le ragioni dei bambini), Paolo Carboni (Preda), Marco Gallus (Fratelli). Collabora come narratrice col Teatro Lirico di Cagliari. È autrice e interprete di recital che sposano canto e poesia e che esplorano in chiave colta la musica e la poesia della Sardegna (Suoni di Sardegna), del Mondo Mediterraneo (Anda Jaleo e Lune Mediterranee) e del Sud del Mondo (Identità Negate, Se dai miei versi strappi le rose, Una storia per l’eternità – suggestioni gramsciane per il terzo millennio), per procedere, attualmente, verso una produzione che comprende creazioni originali (Che l’amore è tutto, Buongiorno Notte, Tutto l’amore del mondo, Perduta da una cicogna stravagante, Sulla mia carne morbida – il recital).

Svolge una propria ricerca focalizzata, da un lato, su tematiche legate alla Sardegna, all’universo di riti filtrato attraverso i ricordi d’infanzia e adolescenza, vissute ad Ovodda, piccolo paese della Barbagia, e dall’altro lato, al teatro con forti motivazioni sociali. Questa ricerca culmina con la messa in scena di alcuni spettacoli a carattere antropologico per il gruppo delle Maschere Nere e di due spettacoli interpretati dai detenuti del Carcere Minorile sardo. È accompagnata stabilmente dal pianista Nicola Meloni e ha collaborato e collabora con altri ottimi musicisti, tra cui il polistrumentista Francesco Fry Moneti, l’organettista Pierpaolo Vacca, i pianisti Renato Muggiri e Alessio Sanna, il sassofonista Gavino Murgia, il pianista e compositore catalano Josep Maria Cols, il musicista kurdo Mübin Dünen, il chitarrista Roberto Rachel e il violoncellista Carlo Cabiddu.

A luglio del 2017, per la casa Editrice Cenacolo di Ares, ha pubblicato il libro di poesie Sulla mia carne morbida, su cui ha articolato il suo più recente recital. È docente di canto presso la Scuola Civica di Musica di Cagliari e ha ideato e diretto per due anni il festival internazionale Terre Sorelle – l’Accoglienza si fa Musica e Poesia.

Generico novembre 2019

 

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