domenica, Gennaio 18

Papa Francesco, il Pastore della Misericordia (1936-2025)

Questa mattina, 21 aprile 2025, il mondo ha ricevuto la triste notizia della morte di Papa Francesco, al secolo Jorge Mario Bergoglio, spentosi alle 7:35 nella sua residenza di Casa Santa Marta, in Vaticano, all’età di 88 anni. La notizia, annunciata con profondo dolore dal cardinale Kevin Farrell, camerlengo di Santa Romana Chiesa, ha suscitato un’onda di commozione globale, unendo credenti e non credenti nel ricordo di un pontefice che ha incarnato la semplicità, la misericordia e il coraggio di un Vangelo vissuto.

Eletto il 13 marzo 2013 come 266º Papa della Chiesa cattolica, primo gesuita e primo sudamericano a salire al soglio di Pietro, Francesco ha guidato la Chiesa per dodici anni con un approccio riformatore e un cuore aperto agli ultimi. La sua salute, segnata da recenti complicazioni respiratorie, tra cui una polmonite bilaterale che lo aveva costretto a un lungo ricovero al Policlinico Gemelli, non gli ha impedito di lasciare un ultimo messaggio di speranza con la benedizione Urbi et Orbi di Pasqua, pronunciata ieri con voce affaticata ma carica di amore.

Papa Francesco è stato il “Papa callejero”, il pontefice di strada, come lui stesso si definiva, un po’ rivoluzionario e un po’ peronista. La sua scelta di vivere in Casa Santa Marta, di usare una semplice Fiat 500L, di lavare i piedi a rifugiati, carcerati e musulmani durante la Messa in Coena Domini, ha rotto con le consuetudini, mostrando una Chiesa vicina ai poveri e agli emarginati. Con l’enciclica Laudato si’ ha posto la cura del creato al centro del dibattito globale, mentre con Fratelli tutti ha rilanciato il sogno di una fratellanza universale.

Il suo pontificato è stato anche segnato da riforme coraggiose: la ristrutturazione della Curia romana, la lotta agli abusi nella Chiesa, il Sinodo sulla sinodalità, descritto come l’evento più significativo dai tempi del Concilio Vaticano II. Ha nominato 163 nuovi cardinali, dando al Collegio cardinalizio un volto più universale, e ha aperto dibattiti su temi complessi come la famiglia, l’ecologia e l’inclusione.

Non sono mancate le difficoltà. Francesco ha affrontato critiche interne ed esterne, ma ha risposto con il suo caratteristico umorismo, dicendo che “si governa con la testa, non con le ginocchia”. Anche negli ultimi mesi, costretto su una sedia a rotelle, non ha mai smesso di essere un testimone di fede, partecipando a sorpresa alla Domenica delle Palme e scrivendo meditazioni per la Via Crucis, in cui ha denunciato guerre e ingiustizie.

In linea con la sua semplicità, Papa Francesco aveva già disposto un rito funebre semplificato: sarà esposto in una bara, senza catafalco, “con dignità, come ogni cristiano”, e sepolto nella Basilica di Santa Maria Maggiore, vicino all’icona della Salus Populi Romani, a cui era profondamente devoto.

Mentre la Chiesa entra nel periodo di sede vacante e si prepara al conclave, il mondo piange un pastore che ha saputo parlare al cuore di tutti. Le parole della presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, esprimono il sentimento di molti: “Ci lascia un grande uomo e un grande pastore”. La sua eredità vive nelle sue esortazioni a “non distruggere, ma coltivare, riparare, custodire”. Grazie, Santo Padre, per averci insegnato che “la vera potenza è il servizio”. Che la tua anima riposi nella pace del Signore

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