Per il GAL Sinis, è stato un bilancio positivo la trasferta in Alto Adige al Merano WineFestival

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Si è conclusa con successo la 31^ edizione della storica rassegna meranese dedicata alle eccellenze
wine & food. 9.000 le presenze registrate nelle cinque giornate del festival che si è svolto dal 4 all’8
novembre. Sono oltre 50 gli eventi che hanno animato il festival, primo fra tutti il summit “Respiro
e Grido della Terra” in cui si sono alternati opinion leaders, stakeholders e esperti del settore, tra cui
citiamo l’archeologo Giorgio Murru che ha parlato delle origini della produzione del vino e del
ritrovamento dei semi di vite presso il sito nuragico di Sa Osa.
Protagonista dunque anche la cultura che ha incontrato il mondo del vino: il volto di un Pugilatore
ha accolto nel foyer del Kurhaus gli oltre 9000 visitatori del Wine Festival, mentre i pannelli della
mostra fotografica sui Giganti di Mont’e Prama hanno fatto da cornice tra le splendide sale e lungo
la maestosa scalinata in stile liberty dell’edificio simbolo di Merano.
Per gli operatori della Penisola del Sinis la partecipazione ad un evento non esclusivamente dedicato
al turismo culturale e archeologico, con un pubblico diversificato di italiani e stranieri, esperti e
professionisti, ma anche appassionati e curiosi, ha rappresentato una nuova e straordinaria
opportunità: l’“enoturista”, non un semplice intenditore di vini, ma un esigente degustatore delle
storie dei luoghi, delle persone e delle tradizioni, della cultura di cui un vino è prodotto si profila
come un target dalle grande potenzialità.
“Il Sinis ha indubbiamente tutti i requisiti per rispondere a tali esigenze: l’attaccamento al territorio,
la passione e la dedizione al lavoro e il valore dei prodotti culturali, ambientali, enogastronomici,
accomunano la nostra Impresa di servizi culturali e turistici ai produttori locali delle eccellenze
wine&food” afferma Daniela Coa, Presidente della Cooperativ Penisola del Sinis.
Importante la presenza mediatica di giornalisti italiani e internazionali di radio, tv e stampa che
hanno raccontato Merano WineFestival e le sue eccellenze tra dirette, interviste e approfondimenti
sui loro canali ed emittenti radiofoniche. Ricordiamo in particolare la puntata che è andata in onda
lunedì 7 novembre in prima serata su Radio Montecarlo in cui il noto conduttore Maurizio DiMaggio
ha guidato gli ascoltatori alla scoperta del Sinis e delle sue eccellenze culturali ed enogastronomiche.
“Il Merano Wine Festival è ormai da anni riconosciuto dagli operatori del settore e non solo uno degli
appuntamenti fieristici più importanti riguardanti il mondo del vino in Italia. Non avendo mai avuto
l’occasione di partecipare in passato, abbiamo raccolto con estremo piacere l’invito a partecipare del
GAL Sinis, con il quale sta nascendo una forte unità di intenti e condivisione degli obiettivi. Abbiamo
raccolto alcuni contatti davvero interessanti che ci auguriamo possano tradursi in business con
importatori, distributori e ristoratori. È stata inoltre una ulteriore occasione per promuovere il
territorio ed i nostri vini lavorando in sinergia anche con la Cantina Contini e La Cantina della
Vernaccia, due realtà storiche del territorio” afferma Gianluigi Minnai dell’Azienda Agricole Tenute
Evaristiano.
Bilancio positivo anche da parte dell’Azienda Vinicola Contini che partecipa già da diversi anni al
Merano Winefestival: “Partecipare insieme al Gal Sinis ci ha permesso di allungare di 2 giorni la
nostra permanenza, altrimenti limitata a soli 2 giorni, e questo ci ha dato l’opportunità incontrare
operatori di settore e clienti che altrimenti avremmo potuto perdere. La presenza è stata proficua,
con buona visibilità, in particolare abbiamo ricevuto grossi consensi per la Vernaccia di Oristano,
soprattutto da parte di esperti e sommelier. Inoltre ci ha permesso di consolidare i rapporti col Gal
e le altre aziende del territorio presenti al Festival”, afferma Mauro Contini.
Anche Giovanni Dessì della Cantina della Vernaccia di Oristano si dice soddisfatto dell’iniziativa e
mette l’accento sull’importanza assunta dai Vini autoctoni come il Vernaccia e il Nieddera
“espressione del territorio in tutte le sue versioni, che abbiamo avuto l’opportunità di fare apprezzare
ai visitatori del Festival”.

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