Per il rilancio dell’edilizia in Sardegna occorre una ‘road map’

E’ necessaria una ‘road map’ per il rilancio dell’edilizia, con il settore che rimane in attesa delle decisioni della politica: lo chiede alla Regione, la Confartigianato Sardegna.

Il settore, tenta faticosamente di uscire dal lungo periodo di crisi, seppure con ritmi e valori ancora molto distanti da quelli che hanno preceduto il 2008. Il sistema dell’edilizia della Sardegna soffre ancora, soprattutto tra le piccole imprese.

L’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, dice che il settore è in leggerissima crescita (paragonando i dati del terzo trimestre 2018 con quelli dello stesso periodo del 2019); le realtà delle costruzioni in Sardegna erano 22.421 nel 2018 mentre nel 2019 sono arrivate a 22.440, crescendo in termini assoluti di 19 unità (+0,1%).

Giacomo Meloni Presidente di Confartigianato Edilizia Sardegna, in rappresentanza delle oltre 22mila imprese isolane delle costruzioni, che impiegano oltre 40mila addetti, dichiara: “I cittadini e le imprese investono e programmano se hanno certezze. Per il rilancio delle costruzioni in Sardegna è necessaria una road map, che metta in relazione Regione, imprenditori e territori, che definisca sia le priorità di un settore che, nonostante le grande opportunità, non reagisce come dovrebbe, sia un nuovo approccio culturale in tema di pianificazione territoriale e urbanistica”.

“Siamo alla vigilia di scelte che metteranno l’edilizia sarda al centro di un processo di revisione del sistema costruttivo e di intervento che rappresenterà la vera sfida per il futuro della regione e per le imprese – continua Meloni – per questo è necessario un dialogo immediato, concreto e duraturo tra tutti gli attori del sistema delle costruzioni, con la regia dell’Assessorato all’Urbanistica, per trovare insieme risposte che permettano alla ripresa di consolidarsi. La strada verso la risalita è perciò lunga e complessa e necessita di interventi, anche shock, che possano consolidare questo tentativo di crescita”.

Poi l’allarme del Presidente di Confartigianato Edilizia Sardegna: “Rileviamo come tra le imprese ci sia una grande attesa per le novità annunciate in tema di rilancio dell’edilizia e tale attesa, paradossalmente, si sta trasformando in un freno sia per i cittadini e investitori, sia per le imprese. Pochi, infatti, in questo momento vogliono programmare senza avere certezze di come evolveranno le regole urbanistiche e di quali saranno le future opportunità”.

“Ancora una volta – ribadisce il Presidente di Confartigianato Edilizia Sardegna – il nostro auspicio è quello che per tutto ciò che riguarderà le costruzioni – e in generale l’edilizia – vengano messi da parte gli approcci ideologici che descrivono in maniera negativa il settore edile, identificato come principale ‘distruttore’ del patrimonio ambientale sardo o come categoria di speculatori, nel senso più negativo del termine che non tengono conto degli interessi generali della collettività”.

Confartigianato Edilizia Sardegna lancia tre proposte concrete: la prima, accelerare il più possibile la definizione delle nuove regole urbanistiche e il loro iter di approvazione, perché i cittadini e le imprese hanno bisogno di certezze e di un quadro legislativo definito.

La seconda, stabilire una azione informativa e formativa da parte della Regione Sardegna verso il personale degli uffici tecnici di comuni ed enti locali al fine di avere una applicazione corretta e uniforme.

La terza, attivare – a regia regionale – un tavolo delle costruzioni che comprenda le Organizzazioni Artigiane insieme a tutti gli altri attori professionali, amministrativi e territoriali per affrontare il monitoraggio dell’attuazione dei provvedimenti.

Alberto Porcu Zanda

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