Pescara. Il vicesindaco nomina la figlia scrutatrice

Lo prevede la legge, una legge che di fatto presta il fianco a facili clientelismi sia pure a prezzi popolari: 104 euro a scrutatore. Scrutatori nominati dal Comune su chiamata diretta, e non più per sorteggio come si è fatto fino al 2006. Ma se poi qualcuno rimane scontento allora grida allo scandalo e succede il patatrac. Questo accade perché gli amministratori devono guardarsi bene dal creare un sentimento di dipendenza e gratitudine dei cittadini nei confronti della politica per un posto da scrutatore. Nonostante nelle Commissioni Elettorali adottino il criterio di privilegiare i giovani ed i disoccupati, assegnare gli scrutatori si trasforma in un buon modo per ringraziare i propri elettori.

Stavolta lo scandalo è accaduto a Pescara dove Enzo Del Vecchio, vice sindaco Pd ha segnalato all’ufficio elettorale otto persone. Tre disoccupati e cinque studenti tra cui, “per caso”, anche la figlia e una sua amica. Ma un l’elettrice tradita ha scatenato il pandemonio in Comune urlando a tutti che dopo vent’anni da scrutatrice era stata sostituita da Del Vecchio con la figlia. Del vecchio chiamato in causa ha affermato ad un quotidiano della sua città: «Ho commesso una leggerezza. Quando mia figlia mi ha chiamato dall’Aquila, dove studia, chiedendomi di farle fare la scrutatrice, non ci ho trovato nulla di male. Da padre ho pensato che fosse una buona esperienza. Ora mi rendo conto che non era opportuno. Ho chiesto ai vigili urbani di recapitarmi la nomina perché mia figlia farà la rinuncia. Non ha bisogno di cento euro, mi dispiace che non possa fare quest’esperienza”.
Ma questa esperienza così indispensabile per la sua formazione, la deve fare proprio quando il padre è vicesindaco?

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