lunedì, Febbraio 16

“Plaza Suite”, Corrado Tedeschi e Debora Caprioglio in scena da domani. Spettacoli ad Alghero, Ozieri, Meana Sardo e Sanluri

Un vivido affresco di varia umanità con “Plaza Suite”, fortunata commedia di Neil Simon, nella traduzione italiana di Roberta Conti, con Corrado Tedeschi e Debora Caprioglio, in scena con Gianluca Delle Fontane, Andrea Bezzi e Giulia Galizia, con scenografia di Andrea Bianchi e costumi di Sonia Cammarata, per la regia di Ennio Coltorti – produzione Skyline Productions, Savà / Produzioni Creative e La Contrada / Teatro Stabile di Trieste. La pièce, da cui è stato tratto l’omonimo film con Walter Matthau, Maureen Stapleton, Barbara Harris e Lee Grant, diretto da Arthur Hiller (il regista di “Love Story” ) sbarca nell’Isola sotto le insegne della Stagione di Prosa 2025-2026 organizzata dal CeDAC Sardegna: dopo il debutto in prima regionale giovedì 22 gennaio alle 21 al Teatro Civico “Gavì Ballero” di Alghero, è in programma venerdì 23 gennaio alle 21 al Teatro Civico “Oriana Fallaci” di Ozieri, sabato 24 gennaio alle 21 al Teatro San Bartolomeo di Meana Sardo e infine domenica 25 gennaio alle 20.30 al Teatro Comunale “Akinu Congia” di Sanluri.

La brillante commedia è ambientata in un lussuoso appartamento di un grande albergo, dove si avvicendano ricchi clienti che si mettono a nudo rivelando le proprie fragilità e le proprie inquietudini, quasi a sottolineare che il denaro non garantisce la felicità: tre coppie più o meno affiatate discutono i loro problemi, tra crisi e tradimenti, litigi e riconciliazioni. L’elegante cornice sembra quasi accentuare le dissonanze e le note caratteriali, l’imprevedibilità dell’esistenza e l’irrequietezza dell’animo umano: intorno alla moglie di un importante e impegnatissimo imprenditore, che sceglie la suite per festeggiare l’anniversario delle nozze, a due (potenziali) amanti clandestini e a due genitori preoccupati per l’imminente matrimonio della figlia, si muovono camerieri e fattorini dell’hotel e persino una fin troppo premurosa segretaria. Tra incomprensioni, equivoci e rivelazioni, Neil Simon mette in evidenza con pungente umorismo, lasciando affiorare i pensieri e le emozioni accuratamente celati, la complessità della natura umana e la necessità di salvare le apparenze, la forza delle passioni e l’ipocrisia della società.

Plaza Suite” descrive tre situazioni diverse, ma in un certo senso complementari, per una riflessione sulla vita di coppia tra amori e tradimenti, relazioni complicate, ormai logorate dall’abitudine e imprigionate dentro dinamiche difficili da scardinare, quando il desiderio ha da tempo lasciato il posto alla tenerezza o alla reciproca sopportazione, dover tuttavia non manca il gusto per la trasgressione, magari extraconiugale, pur sempre nel rispetto delle convenzioni, a fronte del nuovo galateo sentimentale delle giovani generazioni.

Neil Simon tratteggia abilmente i caratteri dei personaggi e i loro stati d’animo, definendoli con poche battute per poi indagare più a fondo, nei pensieri nascosti lasciando affiorare segreti inconfessabili tra sottili mutamenti che preludono a veri e propri coups de théâtre: “Plaza Suite” è una commedia divertentissima con retrogusto agrodolce, in cui affiorano le intermittenze del cuore e l’impossibilità di governare le passioni, salvo decidere di rinunciare alle tentazioni per non infrangere il sacro vincolo e non ferire i sentimenti altrui.

Nel primo atto una donna dell’alta borghesia, animata dalle migliori intenzioni, organizza un soggiorno nella suite per festeggiare con il consorte il loro anniversario di matrimonio: Karen Nash è elegante ma un po’ trascurata, simpatica e confusionaria mentre Sam è un importante uomo d’affari, il classico marito un po’ distratto o troppo impegnato sul lavoro… Nel dialogo un po’ surreale fra i due, in cui questioni di salute e di immagine si intrecciano a faccende familiari, emerge la profonda conoscenza reciproca e soprattutto la capacità di Karen di leggere nella mente di lui tanto che, forse controvoglia ma non riuscendo a trattenersi lo interroga e lo costringe a ammettere la verità. La coppia si trova così a affrontare una crisi forse insanabile, dopo oltre vent’anni di matrimonio… in cui era riuscita a superare incomprensioni e problemi del quotidiano e divergenze sull’educazione dei figli… per ritrovarsi di fronte all’incalzare della mezza età… ma il futuro è ancora tutto da scrivere.

Nel secondo atto l’incontro tra due ex compagni di scuola, Jesse Kiplinger e Muriel Tate, si trasforma in un pericoloso gioco di seduzione, in cui l’affermato produttore cinematografico cerca di persuadere la sua ospite, una donna più o meno felicemente sposata, con marito e figli che l’attendono a casa nel New Jersey a trattenersi con lui in albergo per “parlare” dei vecchi tempi. Tra ricordi di gioventù, quando i due erano fidanzati, prima che Jesse intraprendesse la sua brillante carriera costellata da successi e le domande di Muriel, affascinata dalla decima musa, intorno ai grandi registi e ai celebri divi, le schermaglie fra i due proseguono e mentre l’uomo si fa via via più intraprendente, la donna appare alquanto riluttante e quasi pentita di aver accettato l’invito, con il rischio di rovinare la sua reputazione e forse di distruggere il suo matrimonio se il marito venisse a sapere di questa sua “fuga” in città…

Nel terzo atto una coppia di genitori, Norma e Roy Hubley, si trova davanti a un dilemma: nel giorno delle sue nozze, la figlia Mimsey si è chiusa in bagno e non vuol saperne di uscire per raggiungere il promesso sposo, mentre gli invitati aspettano in sala. Una situazione paradossale che vede da un lato la giovane donna chiusa in un preoccupante silenzio, dall’altra la madre che insiste inutilmente affinché si spieghi e soprattutto si decida a vincere le sue remore e fare quanto ci si aspetta da lei e il padre che dà prova del suo pessimo carattere, prendendosela con la moglie e cercando dapprima con la dolcezza poi con le minacce a indurre la figlia a più miti consigli. Nella pièce affiorano, ancor più dei dubbi e dei ripensamenti della futura sposa, i conflitti tra i genitori, quasi un implicito monito per colei che si accinge a prendere marito…

Plaza Suite” è una commedia scoppiettante che mette l’accento con ironia sulla complessità delle relazioni umane e sui fragili equilibri della vita a due, sull’importanza dei legami familiari e sugli obblighi sociali attraverso tre storie emblematiche che rivelano la forza degli affetti e la capacità di comprendere e perdonare, ma anche l’indulgenza verso se stessi, il contrasto su come si vorrebbe essere o almeno “apparire” agli occhi degli altri e le personali inclinazioni e debolezze, in una curiosa “indagine” sull’istituzione del matrimonio e… in fondo… sulla eterna ricerca della felicità. 

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