Posizione ANAAO ASSOMED su Atto Aziendale ASL Oristano

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In un lungo comunicato, Luigi Curreli-Segretario Aziendale ANAAO ASSOMED ASL ORISTANO, espone il suo punto di vista sulla sanità oristanese. “Sono convinto che l’atto aziendale della ASL Oristano sia ben costruito e ben piantato con i piedi per terra senza voli pindarici o velleità non realizzabili – esordisce Curreli – Per questo lo ritengo uno sforzo apprezzabile di sintesi di quelle che sono le azioni peculiari volte a realizzare un polo sanitario oristanese di qualità. Scendendo nel dettaglio, vi sono peraltro numerose novità rispetto al passato: -La istituzione delle SSD Senologia e Radiologia territoriale sono finalmente una apertura verso la realizzazione di un percorso senologico integrato che, insieme alla SC Oncologia, può accompagnare le pazienti affette da tumore mammario dall’inizio alla fine nel percorso diagnostico e terapeutico, nell’ambito di un PDTA accreditato; – La istituzione della SC Endoscopia digestiva, della SSD ORL e della Week surgery sono un altro passo avanti nella gestione di un’altra parte dei percorsi di diagnosi e cura dei pazienti oncologici, ma non solo; -Un altro tassello è la SC rete locale di Cure palliative che completa il percorso del paziente in fase terminale di malattia, non solo oncologica; -La istituzione delle SC lungodegenze a Bosa e Ghilarza può contribuire, se opportunamente orchestrata, a decongestionare la Medicina del San Martino, da riservare a ricoveri per cui siano necessari percorsi di maggiore complessità; -La SC Neurologia e la creazione auspicata della Stroke Unit apre le porte a scenari diversi da quelli cui siamo abituati; -Un giusto riconoscimento alla attività svolta e ai bisogni del territorio è la strutturazione del Centro di diagnosi e cura delle demenze; -Degna di nota anche la SSD di Emodinamica che svincola l›organico della emodinamica da quello della Cardiologia/UTIC evitando condivisioni di organico poco funzionali; Quello che emerge dall’atto aziendale, a parte la istituzione di nuove strutture, è la volontà di realizzare assistenza sanitaria integrata, anche attraverso l’istituzione di dipartimenti funzionali che fungano da snodi di coordinamento e integrazione delle varie attività assistenziali. Un sistema sanitario che si muova e vada incontro in modo armonico ai bisogni delle persone sofferenti. Il progetto appare semplice e quasi ovvio, ma non è così. Realizzarlo non sarà semplice. Anche perché ora la palla passa alla Regione. Per metterlo in pratica sarà necessario implementare le dotazioni organiche perché, e con ciò non dico niente di originale, senza operatori sanitari non ci possono essere servizi. In pratica la Regione dovrà finalmente decidere, e trarne le opportune conseguenze, che tipo di sanità vuole realizzare in Sardegna, una Sanità sempre più bipolare o una Sanità decentrata. E’ ovvio che attività super specialistiche e ad alta tecnologia non possano essere diffuse in tutti i territori, sarebbe una chimera irrealizzabile e comunque non sostenibile. Però le altre attività devono essere avvicinate alla gente. La gente non deve essere costretta a veri e propri fenomeni migratori per potersi curare. Finora quelle che potrebbero apparire come scelte scontate non sono state poste in essere in modo efficace. Ora più che mai è necessario che la Regione faccia scelte chiare e decise”.

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