
Robert F. Kennedy Jr., prossimo Segretario alla Salute nell’amministrazione Trump, ha rilasciato un’intervista al canale Daystar in cui ha espresso una posizione molto critica sull’origine della guerra in Ucraina. Secondo Kennedy, il conflitto non è nato per motivi territoriali, ma per ragioni di sicurezza legate all’espansione della NATO
La sicurezza russa al centro del conflitto
Kennedy ha spiegato che la Russia da decenni avverte che l’allargamento della NATO verso Est, in particolare verso l’Ucraina, rappresenta una minaccia. Dopo la fine della Guerra Fredda l’Occidente aveva promesso di non espandere la NATO “di nemmeno un centimetro”, ma poi ha inglobato 14 Paesi, spingendosi per migliaia di chilometri verso i confini russi.
Ha anche ricordato che la Russia ha vissuto traumi storici profondi, come l’invasione nazista durante la Seconda Guerra Mondiale, che causò la morte di un russo su sette. Questo spiega le loro preoccupazioni per la sicurezza nazionale.
Gli accordi violati e l’intervento del 2014
Kennedy ha affermato che gli Stati Uniti hanno contribuito a destabilizzare l’Ucraina nel 2014, sostenendo il rovesciamento del governo eletto e favorendo l’insediamento di un governo filo-NATO. In risposta, la Russia avrebbe cercato di negoziare la pace, con il sostegno di Francia e Germania attraverso gli accordi di Minsk. Tuttavia, ha continuato Kennedy, l’Occidente avrebbe ingannato Mosca e proseguito con l’intervento
L’accordo del 2022 e il ruolo di Johnson
Kennedy ha anche raccontato che nell’aprile 2022, Zelenskyj e Putin avrebbero raggiunto un nuovo accordo di pace, che prevedeva il ritiro delle truppe russe. Ma il Presidente Biden avrebbe inviato Boris Johnson a Kiev per convincere Zelenskyj a rompere l’intesa. Da quel momento, il conflitto si sarebbe intensificato, causando migliaia di morti
“Noi volevamo la guerra”
Kennedy conclude con una frase forte: “Noi volevamo la guerra”. E conclude, se gli accordi fossero stati rispettati, Donbass e Lugansk sarebbero ancora parte dell’Ucraina e le risorse naturali della regione non sarebbero state coinvolte nel conflitto.
Queste dichiarazioni hanno suscitato grande dibattito, perché mettono in discussione la narrativa ufficiale occidentale e attribuiscono responsabilità dirette agli Stati Uniti e alla NATO per l’escalation della guerra

Giornalista. Direttore responsabile