Salute mentale, 40 anni dopo. L’Asarp organizza una conferenza nazionale a Cagliari

Il 10 dicembre dalle 9.00 alle 18.00, nell’Aula Magna del Tribunale di Cagliari, si terrà il Seminario Nazionale “Salute Mentale 40 anni dopo“. Con questo evento, l‘ASARP, vuole avviare un confronto tra soggetti istituzionali e società civile, sullo stato dei servizi di salute mentale in Italia e in Sardegna, sui bisogni che il territorio esprime, sui percorsi di cura nel rispetto dei diritti umani. Saranno presenti Gisella Trincas, Roberto Loddo, Daniele Piccione, Maria Mura, Mauro Carta, Nerina Dirindin, Luigi Arru, Fabrizio Storace, Giovanna Del Giudice, Antonello D’Elia, Gian Giacomo Pisotti, Maria Grazia Giannichedda, Veronica Asara, Vito D’Anza, Pier Paolo Congia, Augusto Contu, Massimo Paolucci, Jan Perinu, Alessandro Montisci, Gianfranco Pitzalis, Antonello Pittalis, Alessandro Coni, Angela Lai, Stefano Cecconi, Gilberto Ganassi, Francesco Maisto, Giorgio Altieri, Daniele Pulino, Marco Porcu, Riccardo Curreli, Lucia Mastino e Cristina Ornano.

Il Seminario, inserito all’interno del mese dei diritti umani, sarà preparatorio della Conferenza Nazionale sulla Salute Mentale che si terrà nella primavera del 2019 a Roma. Obiettivo del Seminario è analizzare, partendo dalle norme che sanciscono il pieno diritto alla prevenzione, cura e riabilitazione, nel campo della salute mentale e delle dipendenze, problemi e criticità. Verificare lo stato dei servizi, le criticità che presentano, le soluzioni da proporre per il superamento delle criticità che stanno determinando grave disagio agli utenti dei servizi e ai loro familiari.

 

Per Gisella Trincas, presidente nazionale dell’UNASAM: “Le politiche sulla salute mentale che sono state attuate in questi anni, hanno determinato un grave peggioramento dell’offerta dei servizi e quindi nella vita delle persone. Dipartimenti di Salute Mentale che vengono accorpati, servizi territoriali che riducono l’orario di apertura con una assenza drammatica di medici e personale. Sempre più persone in difficoltà, a causa dello stato di abbandono e della carenza di interventi personalizzati (costruiti cioè sui bisogni reali di quella specifica persona), finiscono nei guai giudiziari e quindi in carcere determinando gravissime difficoltà di gestione anche per gli operatori penitenziari”.

Il seminario affronterà infatti il tema delle misure alternative alla carcerazione e dei luoghi in cui le misure di sicurezza possono e devono essere applicate. Altro problema riguarda la questione della assistenza sanitaria e della salute mentale in carcere che l’Azienda Tutela Salute della Sardegna dovrebbe garantire e che, allo stato attuale, è assolutamente carente per quanto riguarda la salute mentale e le dipendenze. Uno degli altri punti di grande criticità (che va analizzato e per il quale occorre indicare percorsi e soluzioni), è l’offerta di servizi di residenzialità. Luoghi che per l’anno 2018 hanno impegnato (per la salute mentale e dipendenze) circa 20 milioni di euro delle risorse regionali e sui quali occorre accendere un faro sia sulla loro rispondenza alle norme di accreditamento, sia sui percorsi riabilitativi e sugli esiti raggiunti.

Per la presidente Trincas altro punto importante è il sostegno all’abitare assistito che non può essere delegato agli amministratori di sostegno con l’apertura di “appartamenti condivisi” che non hanno alcun riscontro nella organizzazione dei servizi e degli interventi che il sistema pubblico di salute mentale deve garantire: “Si discuterà anche delle cattive pratiche che permangono in troppi servizi (porte chiuse, contenzione, non rispetto del consenso informato) e delle criticità da superare nella applicazione dell’istituto dell’amministrazione di sostegno (abusi e eccesso di potere vengono segnalati da tanti familiari da parte di amministratori di sostegno che violano il mandato loro conferito). Altri temi quali l’eccessivo utilizzo di neurolettici, piuttosto che percorsi più psicoterapici e riabilitativi, saranno portati all’attenzione dei partecipanti al Seminario che vedrà quali relatori esperti costituzionalisti, giudici e magistrati, operatori dei servizi, rappresentanti delle organizzazioni impegnate nel campo dei diritti e della società civile.

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