Sardegna. Reddito inclusione sociale, approvate le linee guida

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Inizia a delinearsi il  Reddito di inclusione sociale della Sardegna. La Giunta sarda il 6 dicembre 2016 ha approvato le linee guida per l’attuazione della legge che, lo scorso agosto, ha istituito il Reis (reddito d’inclusione sociale), quale misura idonea a promuovere e finanziare azioni integrate di lotta alla povertà e per contrastare l’esclusione sociale determinata da assenza o carenza di reddito, con l’obiettivo di consentire l’accesso ai beni essenziali e la partecipazione dignitosa alla vita sociale. Sono state individuate, su proposta dell’assessore Arru, le modalità di attuazione della misura, rivolta ai nuclei familiari in condizioni di povertà per il riconoscimento del sussidio economico, condizionato alla sottoscrizione di un patto, tra utente e amministrazione, che prevede un percorso personalizzato per il superamento della condizione di povertà. La gestione delle misure di inclusione attiva previste dal REIS sono in capo agli Ambiti Plus che predispongono, per ciascun nucleo beneficiario, un progetto personalizzato attraverso una équipe multidisciplinare. coinvolgendole attivamente nel processo di superamento delle condizioni di povertà. La Regione prevede le stesse modalità di accesso del SIA, il sostegno al reddito a livello nazionale, ma include anche le domande escluse da questo. Cambiano gli importi da erogare, mentre per il SIA gli importi variano da 80 a 400 euro, per il REIS da 200 euro a 500, per tutti i target e con qualsiasi Isee. Il sussidio verrà erogato con il caricamento di una carta utilizzabile per acquisto di beni e servizi. E’ previsto che la carta di pagamento elettronica possa essere utilizzata anche per i canoni di locazione degli immobili ad uso residenziale. La Regione amplia ulteriormente il target dei beneficiari, includendo le famiglie, anche di un solo componente, senza dimora; le famiglie composte da 5 e più persone; le famiglie composte da una o più persone over 50 anni con figli a carico disoccupati; coppie sposate o coppie di fatto registrate, conviventi da almeno sei mesi e composte da giovani che non abbiano superato i 40 anni. La soglia minima regionale sarà determinata dall’indice Isee e calcolata dalla Giunta Regionale non appena il sistema nazionale e regionale saranno a regime e forniranno dati sufficienti per analizzare meglio il fenomeno.

La legge regionale è parte di una strategia più ampia volta ad affermare il welfare che prevede un ruolo attivo dei soggetti nel superamento della condizione di deprivazione economica. Se oggi si rende necessario un provvedimento come questo vuol dire che la povertà nella nostra regione ha superato i livelli di guardia e non c’è jobs che tenga, questo provvedimento in Sardegna, come a livello nazionale, fa capire quanto siamo lontani da azioni concrete per le politiche attive del lavoro.

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