
Cagliari. La Giunta regionale ha approvato le modalità operative per l’attuazione uniforme in tutto il territorio regionale del progetto di sperimentazione domotica per l’attività fisica adattata (AFA). Il progetto è rivolto a persone con patologie croniche stabilizzate. Il progetto si inserisce nel solco della sperimentazione già avviata nell’ottobre 2024 sulle “centrali operative per l’attività fisica adattata” e rientra nell’ambito del PR FESR 2021-2027, Priorità 5 “Sardegna più Sociale e Inclusiva”, puntando al potenziamento di servizi sociosanitari e di assistenza a lungo termine. Il progetto prevede un circuito di palestre strutturato sul modello Hub & Spoke, ovvero una palestra centrale che costruisce il fulcro operativo e gestionale del sistema, affiancata da più palestre periferiche che assicurano un accesso capillare alle attività previste dal programma, con un sistema di monitoraggio da remoto e di condivisione in tempo reale dei dati Il programma consente ai soggetti attuatori -ASL n. 1 di Sassari, ASL n. 3 di Nuoro e ASL n. 8 di Cagliari- di realizzare vere e proprie centrali operative per l’attività fisica adattata, mediante spazi idonei da adibire a palestra, dotati di strumentazione domotica funzionali all’erogazione di percorsi di esercizio fisico anche in modalità a distanza, secondo modelli replicabili nell’intero territorio regionale. Al fine di garantire uniformità attuativa, si è resa necessaria la definizione di apposite modalità operative. Con il contributo dei referenti della Asl 8 di Cagliari è stato predisposto un manuale operativo per l’individuazione dei destinatari e dei percorsi di attività fisica adattata.
Per AFA si intende un’attività motoria a basso impatto cardiovascolare, che può essere prescritta dal medico di base o dallo specialista a partire da una valutazione funzionale individuale. Nella fase attuale del progetto possono accedere ai percorsi persone sopra i 18 anni, che presentano una diagnosi di Diabete mellito di tipo 2 compensato, neoplasie stabilizzate in assenza di metastasi, patologie neurologiche stabilizzate a basso rischio. “Il progetto, finanziato con 3 milioni di euro provenienti dal FESR, ha come obiettivi il miglioramento della qualità della vita e la riduzione delle complicanze, la prevenzione terziaria e benessere psico-fisico, l’inclusione sociale e tutela dei diritti delle persone fragili” spiega l’assessore della Sanità Armando Bartolazzi.