Sassari – Presa di posizione della USB sul divieto di manifestare in certe Piazze

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La Questura di Roma ha vietato all’Unione Sindacale di Base il diritto a manifestare in Piazza di Montecitorio venerdì 2 dicembre, in occasione dello sciopero generale nazionale proclamato dal sindacalismo di base, creando così una zona extraterritoriale in cui la Costituzione Italiana non ha valore; identica cosa è accaduta a Sassari, sempre in occasione dello sciopero generale nazionale indetto da Usb e gran parte del sindacalismo di base e conflittuale. 

La Questura di Sassari, risponde telefonicamente alla comunicazione del sindacato Cobas Sardegna del 24 Novembre, che la manifestazione non può concludersi in Piazza Italia. Pare che il permesso non sia stato concesso per motivi di ordine pubblico ma da una esigenza di contrasto alla pandemia da Covid e pare, altresì, che l’interdizione provenga da volontà della Prefettura di Sassari. Allora ci chiediamo e chiediamo ai responsabili della Prefettura e della Questura: il virus del Covid, colpisce solamente in Piazza Italia durante manifestazioni sindacali e non nelle altre piazze e in assembramenti quali la Cavalcata Sarda, i Candelieri ecc., o non si tratta di altre motivazioni?

Crediamo che la Sig.ra Prefetta ed il Sig.Questore non risponderanno a questa domanda, non fugheranno e neanche i nostri dubbi in merito al “fastidio” che suscitiamo quando affrontiamo temi quali le proteste sociali contro la povertà, contro la guerra e l’occupazione militare della nostra terra. Il dubbio che a noi sorge spontaneo, è, che la volontà politica di questo governo sia mettere il bavaglio ad ogni voce di dissenso. Lo vogliono iniziando in modo soft e quello di vietare le Piazze e di scegliere lo quali concedere sia solo l’inizio di politiche liberticide alle quali noi non concederemo ne legittimità ne consenso.

Ora noi, come USB ci chiediamo se in questi due provvedimenti non ci siano state delle violazioni palesi e lampanti ampiamente dimostrate dalla lunga e ricca giurisprudenza che ha accompagnato la storia del diritto a manifestare nel nostro Paese ed anche la storia del diritto a manifestare nonché dell’art. 17 della Costituzione che così recita: “I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.”

Non ci staremo e quindi continueremo a manifestare la nostra contrarietà alle politiche dissennate e guerrafondaie della maggior parte di questo parlamento.

Lo faremo gridando sempre più forte: “Abbassate le armi. Alzate salari e pensioni” Lo faremo chiedendo un Reddito di Cittadinanza e pensioni sociali a 1000 euro mensili. Lo faremo chiedendo che vengano decurtate le pensioni scandalose che superano i 5000 mensili. Lo faremo chiedendo che vengano dismesse le basi militari, l’invio di bombe ed armamenti alla NATO per essere poi esportate verso un Paese in guerra.

Noi ci siamo qui per dimostrare la nostra dignità di uomini e donne pacifici e pacifiche che pensano di lottare per un modo più giusto e non saranno i vostri divieti ad impedircelo.

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