Soleminis. Consiglio comunale dichiarazioni programmatiche e qualche scaramuccia

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Soleminis – Una corposa riunione di consiglio comunale quella del 27 luglio. Tanti i punti all’ ordine del giorno e tante le discussioni. Botta e risposta tra sindaco e Ottavio Mulas (capogruppo di opposizione) sull’interrogazione della minoranza. Le scintille sono proseguite con osservazioni del capogruppo dell’opposizione che ha lamentato la mancanza di dialogo e l’uso improprio dei social atto non a esprimere un legittimo punto di vista ma a creare fratture con provocazioni ed un linguaggio di basso profilo non degno sicuramente di chi rappresenta i cittadini. La sindaca ha dichiarato di non sapere prendendo subito le distanze. La discussione è continuata toccando diversi punti. Il capogruppo Mulas ha fatto presente che l’attribuirsi il ruolo di responsabili dei servizi da parte degli amministratori rende il cittadino in una condizione di subalternità che non garantisce imparzialità e trasparenza. La Capogruppo Valentina Suergiu ha ricordato al Mulas che il tempo a sua disposizione, come da regolamento, stava per scadere. L’assessore Alice Farris ha rimproverato Mulas di essersi distratto mentre il sindaco rispondeva alle questioni poste dello stesso consigliere. Mulas ha poi chiesto spiegazioni sull’utilizzo improprio della fascia da sindaco la parte del prete il giorno dei festeggiamenti per l’insediamento del Consiglio Comunale, la sindaca ha ritenuto di non dover rispondere ad argomenti che non erano nell’ordine giorno. Dopo di che si passati alla votazione. La minoranza si è astenuta ed ha spiegato le motivazioni con una dichiarazione di voto che riportiamo integralmente e che è stata acquista agli atti.

Le linee programmatiche che sono state illustrate, pur non avendo fatto tesoro di quanto emerso in campagna elettorale, contengono alcuni elementi di novità rispetto al programma proposto agli elettori: una timida apertura al confronto con la minoranza ed un costante richiamo ai limiti di bilancio quando si tratta di spese di investimento. Quasi una richiesta di alibi preventivo su quanto non si riuscirà a realizzare nel corso della legislatura; verrebbe da dire una piccola concessione al realismo a vittoria acquisita.

Naturalmente speriamo che le speranze divengano realtà, che vengano modificate le regole di bilancio in materia di investimenti in modo da liberare l’Ente dai freni che ne condizionano l’operatività.

Nel testo c’è una grave lacuna, in quanto sono  assenti richiami indispensabili ai servizi gestiti attraverso l’Unione (SUAP, Ambiente, Polizia Locale ecc) e quindi auspichiamo davvero che ci sia “una maggiore coesione con l’Unione dei Comuni  del Parteolla ed essere in questo senso propositivi e collaborativi….”, sarebbe un cambio di rotta apprezzabile.

Il momento di crisi perdura ed ai comuni è richiesto di perseguire efficienza ed efficacia migliorando la qualità della spesa che è, se permettete, qualcosa di più di quanto vi impegnate a fare “ottimizzando le modeste risorse a disposizione”. Vi invitiamo quindi a curare meglio il patrimonio pubblico (anche rinunciando a qualche spettacolo) a ridurre le spese per gite di istruzione ed utilizzare tali somme per ausili e servizi per gli alunni a scuola, “secondo le regole della buona madre e buon padre di famiglia”.

Il nostro gruppo ha un’impostazione diversa da quella della maggioranza, sia per quanto riguarda l’analisi sulle condizioni del paese sia per quelle che riteniamo le azioni di governo necessarie. Sulla guida della comunità gli elettori hanno scelto in modo chiaro. A noi hanno attribuito il ruolo di minoranza che intendiamo svolgere in modo responsabile per il bene del paese esercitando un’azione di stimolo e di proposta. Per tale ragione ci asteniamo dal fare l’elenco di ciò che non condividiamo e ci concentriamo sulla proposta. Sugli argomenti che non ci convincono, quando si dovranno votare i singoli provvedimenti, argomenteremo la nostra posizione, non per certificare la nostra diversità ma unicamente per offrire spunti di riflessione. A noi non interessa la polemica o alimentare fratture nella comunità che invece vorremmo scongiurare, per cui vi preghiamo di ascoltare le nostre argomentazioni senza pregiudizio.

Formuliamo quindi alcune osservazioni seguendo, laddove possibile, l’ordine indicato nelle linee programmatiche:

Rapporti con i cittadini: si dichiara di cercare un rapporto  “diretto, semplice e senza barriere con il cittadino” . Si segnala che il cittadino deve trovare risposta ai suoi bisogni da parte della struttura comunale alla quale la legge attribuisce i compiti di gestione. Agli amministratori compete indirizzo e programmazione e garantire il buon funzionamento degli uffici. La distinzione dei ruoli è stata voluta dal legislatore per garantire trasparenza ed imparzialità, senza i quali si corre il rischio di perseguire immagine e consenso ad uso personale. Non aiuta in questo senso la scelta da parte degli amministratori di attribuirsi il ruolo di responsabili dei servizi pertanto auspichiamo un supplemento di sano rigore perché va scongiurato il rischio di mantenere il cittadino in una posizione subalterna o sottoposto a condizionamenti. Quanto agli strumenti di partecipazione dei cittadini suggeriamo che le rappresentanze siano strutturate a tema, come per esempio istituendo la consulta dei giovani,  quella degli anziani o quella delle associazioni.

Tributi:  chiediamo sia valutata la possibilità di introdurre il Baratto Amministrativo per quei cittadini non in grado di pagare i tributi.

Sanità e sociale: ci sorprende l’assenza di un riferimento esplicito al centro di aggregazione sociale, per l’attività che svolge, sia per l’importante dotazione finanziaria che assorbe.

Sul servizio di primo soccorso volontario si suggerisce un’analisi delle difficoltà che vivono le associazioni esistenti nel territorio, spesso con mezzi fermi e sedi chiuse per mancanza di volontari, allo scopo di impostare la nascita dell’associazione e l’operatività dei volontari a forme di collaborazione ed integrazione con quelle che già operano almeno nei comuni del Parteolla, sia sul tema specifico  che più in generale in materia di protezione civile.

Per quanto riguarda la fuga dei giovanissimi studenti verso l’area metropolitana riteniamo che la flessibilità degli orari non sia l’unica motivazione ma incida significativamente la qualità dell’istruzione in paese ( in preoccupante calo a quanto ci riferiscono diversi genitori), soprattutto all’interno delle classi con situazioni problematiche. Sapete bene quale sia il rischio derivante dall’insieme – calo delle nascite e delle iscrizioni.

Per quanto riguarda gli orari di accesso alla scuola materna si ricorda che una decina d’anni fa il problema era stato risolto con un apporto finanziario aggiuntivo reso disponibile mediante il 5 x mille devoluto dai cittadini al comune per finalità sociali.

Nel contesto sociale, in particolare nel mondo giovanile, stanno emergendo serie problematiche che vanno intercettate. Noi riteniamo doveroso sostenere in modo più incisivo i genitori nel loro ruolo educativo, con incontri tenuti da psicologi e/o pedagogisti. Riteniamo questo più utile ed urgente di corsi e laboratori che, pur utili, dovrebbero essere riconsiderati alla luce dell’urgenza soprarichiamata.

A proposito degli spazi da concedere in uso ai cittadini suggeriamo una ricognizione sui terreni di proprietà comunali, sul loro uso attuale e sui contratti in essere.

In materia di lavori socialmente utili, in tutte le declinazioni, è necessario che il doveroso intervento di assistenza non divenga puro assistenzialismo, perché significherebbe corrompere la dignità dei cittadini e violare i principi dello Statuto Comunale.

Agricoltura e artigianato: uno dei principali problemi dell’agro soleminese è l’estrema parcellizzazione delle proprietà e l’aumento delle terre incolte. Questa realtà deve portare alla definizione di norme idonee a determinare un processo di ricomposizione fondiaria a partire dal PUC. L ’abbandono delle campagne è determinato dagli alti costi di produzione, dal fatto che i prodotti non vengono adeguatamente remunerati e spesso non trovano sbocchi di mercato. Vi è inoltre il problema dei furti e dei danneggiamenti che avrebbero bisogno di adeguata vigilanza che potrebbe garantire una compagnia barracellare di cui auspichiamo la costituzione.

Gli artigiani stanno vivendo gravi difficoltà e gli spazi di mercato per loro si stanno ulteriormente riducendo. Infatti, giusto per fare un esempio, si comprano infissi di qualità a metà prezzo prodotti in Polonia o Romania. Per quando riguarda il PIP và condotta una ricognizione preliminare del fabbisogno locale prima dell’indizione del bando e della richiesta di contributo. Perché i lotti siano edificabili è necessario realizzare le urbanizzazioni ed è difficile che la RAS le finanzi se non c’è una seria domanda interna ed è difficile immaginare frotte di imprenditori che vengono ad investire qui a Soleminis perché quelli scelgono, fra i principali requisiti, oltre al costo dell’area,in base alla logistica e alle strutture di servizio per le imprese. Non vogliamo certo scoraggiare, anzi su questo ci sentiamo particolarmente impegnati a sostenerlo per questo diciamo niente facilonerie perché la Sardegna è piena di PIP inutilizzati ed è per questo che la Regione predilige quelli sovra comunali. Adottare il piano è stato facile, il difficile è vederlo attuato e purtroppo non sarà la promessa di una pompa di carburante il volano dello sviluppo del territorio.

Adeguamento del PUC al PPR: l’esposizione sull’argomento contiene, a nostro avviso, considerazioni generiche inadeguate per un tema così importante. Infatti, il testo non permette di comprendere in modo chiaro quale sia la strategia di governo del territorio che non può essere individuata in itinere sulla base dei desiderata di singoli cittadini. Proponiamo invece una seduta consiliare specifica nella quale determinare gli indirizzi cui si dovrà attenere il gruppo dei professionisti incaricato, sulla base di una riflessione critica dell’attività edificatoria a Soleminis negli ultimi 50 anni e delle dinamiche demografiche.  Il recepimento delle ultime norme nazionali e regionali è un atto dovuto, gli incontri pubblici sono sacrosanti, ma l’adozione di norme che incideranno per i prossimi 15/20 anni necessita di tempi e approfondimenti adeguati.

In materia di PEEP la cessione ai privati deve avvenire a prezzo di costo e attuare un piano comunale rischia di portare a procedure espropriative (da escludere) o a costi esorbitanti. Sarebbe già un buon avvio svolgere azione di stimolo su lotti assegnati e non edificati del vecchio Peep, nonché vigilare sulle transazioni che riguardano i lotti della ex cooperativa Sirios perché siano scongiurati rischi speculativi e rimangano in capo a residenti. In prospettiva siamo comunque convinti della necessità/opportunità di consumare meno suolo e di intervenire con piani di risanamento e recupero all’interno del centro matrice le cui premesse potranno essere determinate nell’adeguamento del Piano Particolareggiato del centro storico.

Lavori pubblici: con la speranza che siano accolte le istanze dell’ANCI verso il Governo, in particolare per l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione, riteniamo tutte le opere in elenco utili, ad esclusione della costruzione dell’asilo nido sul quale manterremo le riserve fintanto che non verrà dimostrata la bontà della scelta.

Ambiente e verde pubblico: non è stata spesa una parola sulla raccolta dei rifiuti e pensiamo che tale lacuna debba essere colmata. Il fatto che sia gestita attraverso l’unione dei Comuni non incide sul fatto che occorre fare di più e meglio in materia di raccolta differenziata e di bonifica nell’agro dei rifiuti abbandonati da soggetti incivili.

 Per quanto riguarda la sostituzione delle lampade dell’illuminazione pubblica è bene ricordare che è stato fatto circa sette anni fa. Se oggi l’idea è passare alle luci a led – che consumano di meno – occorre rifare tutta la rete con un aumento spaventoso del numero delle lampade col risultato che il risparmio energetico è surclassato dai costi di investimento.

Sul verde pubblico raccomandiamo che non vengano reiterati errori recenti, che gli alberi secchi siano sostituiti e sia recuperato il tempo perso mettendo a dimora un albero per ogni neonato.

Conclusioni: abbiamo limitato le nostre argomentazioni all’essenziale, preferiamo usare un linguaggio esplicito e diretto perché siano chiare le posizioni espresse. Non è con i giri di parole che si affrontano e risolvono i problemi del paese.

Annunciamo così la nostra astensione dal voto sulle linee programmatiche di mandato 2016/2021”

Non sono poi mancati momenti di coesione in particolare quando si è parlato di pulizia dell’agro e delle azioni già in atto per la bonifica, l’unanime condanna per chi abbandona i rifiuti nell’agro e la volontà da parte dell’amministrazione ad adoperarsi per ridurre drasticamente le coperture in eternit presenti nel centro abitatoiter2_di_soleminis

Giorgio Lecis

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