Supramonte X-Wild 2022”: da Baunei a Oliena, Orgosolo e Urzulei la mountain bike internazionale curata da Aics

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Si è aperto venerdì 20 e si chiude lunedì 23 maggio l’avventura in mountain bike in una delle zone più affascinanti dell’isola. La quattro giorni che si tiene nel cuore del Supramonte regala scorci di insuperabile bellezza, dalle spiagge ai quasi 1800 metri di altitudine del Gennargentu di forti esperienze percorrendo centinaia di chilometri nei territori di Orgosolo, Oliena, Dorgali, Urzulei e Baunei.

Giunta alla quarta edizione, dopo Dorgali, Urzulei e Orgosolo, “Supramonte X-Wild 2022” ha la sua base di partenza e arrivo a Baunei. La manifestazione, patrocinata da Regione Sardegna (assessorato al Turismo), dai comuni interessati e dall’ Aics, ha cadenza annuale utile a convogliare nelle zone interne il turismo naturalistico, sportivo, ecocompatibile e a impatto zero grazie alle bici.

“Promuoviamo un territorio unico per i suoi caratteri ambientali, naturalistici intatti e selvaggi. Il Supramonte è ricco di gole, dirupi, aree rocciose e con una vegetazione rigogliosa” spiega Antonio Marino, responsabile dell’organizzazione con Maurizio Doro e Monica Angioni. “I percorsi sono concepiti nel rispetto dell’ambiente. L’evento ha uno spirito non competitivo ma esalta le potenzialità agonistiche dei partecipanti. Siamo fieri di contribuire al Supramonte X-Wild e di poter divulgare i nostri principi basati su attività sportive e cultura che includono” dice Andrea Lobina, presidente di Aics-Cagliari.

Tracciati, immersione nel territorio, autosufficienza. “Supramonte X-Wild si affronta in bicicletta in autonomia. Sono previsti tre percorsi Corto (140 km e 4.000 m di dislivello), Lungo (280 km e 8.500 m di dislivello) ed Extreme (380 km e 10.500 m di dislivello). In quest’ultimo tracciato si arriva anche al Gennargentu e a Perda Liana. Nei tre percorsi si compie una sorta di giro ad anello per ritornare ancora al punto di partenza (Baunei). Il tempo massimo sarà di 84 ore per tutti i percorsi. La manifestazione risponde sia alle esigenze degli agonisti più preparati nelle competizioni di endurance, sia agli amanti dei viaggi-avventura e in tappa unica, non stop e in autosufficienza. Ogni atleta decide quanto pedalare, quanto fermarsi e come gestire la sfida.

“La si può affrontare come un viaggio-vacanza, usufruendo anche delle comodità di un alloggio e di un ristorante. O come competizione, procedendo non stop e sfruttando magari anche le ore notturne. Ma c’è l’obbligo del rispetto del tracciato” rimarca Antonio Marino. Sono vietati tagli e aiuti esterni e l’unica indicazione è una traccia Gps fornita dall’organizzazione e poche altre informazioni date con i Wp (punti di interesse) o inserite nel Road book. I punti di controllo (Check Point o CP) sono quattro nelle distanze più lunghe. Ma gli atleti possono organizzarsi le tappe e quindi fermarsi in un B&B o bivaccando in un antico cuile o all’aperto lungo il percorso. “Il concetto di tappa unica lascia all’atleta la scelta sulla distribuzione dei propri tempi di riposo, purché giunga al traguardo entro il tempo limite. Ogni concorrente deve avere abbigliamento, sacco a pelo, luci per la progressione notturna, attrezzi di manutenzione, ricambi, acqua e cibo.

Diretta in live tracking. Supramonte X-Wild prevede che l’atleta segua la traccia Gps e gli Wp. L’evento sarà seguito in diretta con il live tracking: i partecipanti avranno un dispositivo Gps rilevatore/trasmettitore sempre attivo che permetterà a chiunque si colleghi su pc o smartphone, di seguire i concorrenti in tempo reale su una mappa ad alta definizione che riporta il percorso. Il tutto permette di rilevare tempo, distanza percorsa, velocità media, posizione in classifica, ecc. La sfida immersi nella natura si può percorrere in forma individuale, a coppie o in piccoli gruppi. “Ogni atleta può vivere mare, colori, profumi, borghi, torrenti, laghi e boschi. Un concentrato ambientale che solo la nostra terra può offrire” dicono Maurizio Doro e Monica Angioni. “In bici si può decidere come e cosa godersi. Magari filmando o fotografando un panorama, una grotta, una cascata” aggiunge Andrea Lobina. Il tutto con criteri di rigorosa attenzione alla natura: “Vivremo questo paradiso in punta di piedi, leggeri e senza lasciarvi traccia”. I corridori passeranno, oltre che su tratti in sterrato, su sentieri, spesso quasi invisibili, che da sempre le popolazioni, pastori, carbonai, tagliatori di legname, hanno utilizzato nel tempo senza scalfire la natura.

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