
L’Aida, nel suo essere straziante e intima, approda a Cagliari per chiudere la Stagione 2024-2025 del Teatro Lirico. In calendario sino a domenica 20 luglio, il capolavoro di Verdi arriva nella versione voluta da Franco Zeffirelli ,a dieci anni di distanza dall’ultima volta, nella regia di Gianluca Marcianò e nelle coreografie di Luigia Frattaroli.
Fra le opere più amate in assoluto, l’Aida nel suo libretto in quattro atti, mette in relazione le questioni sentimentali con le questioni strettamente politiche. Nella fattispecie, la diaspora fra Egitto e Etiopia si scontra con l’amore della principessa etiope Aida (interpretata nella prima da Jennifer Rowley), resa schiava dagli egizi e innamorata del loro condottiero Radames (Antonello Palombi). A lui, però, sono destinati pure gli occhi e il cuore di Amneris (Enkelejda Shkoza), la figlia del Re (Peter Martinčič).
La creatura verdiana, fra duetti, terzetti, marce e cori, non sembra essere incline a volersi piegar ai gusti degli spettatori e se non si coglie l’essenza, il tutto può sembrare uno schietto resoconto di due paesi in guerra o di due donne in contrasto per lo stesso uomo. Zeffirelli, nella sua personale interpretazione andata in scena il 27 gennaio 2001 a Busseto, punta all’essenziale concentrandosi sul contrasto fra i sentimenti. Questo lo si evince dalla vicenda delle due donne, innamorate dello stesso uomo e posizionate ai poli opposti.
Amneris, sfrutta il suo ruolo attuando un potere che concretamente non ha. Socialmente offre una immagine prestigiosa quando in realtà, dove i Sacerdoti controllano l’Egitto, lei vive continuamente nel sospetto e nel timore. Aida, invece, è il simbolo dell’umiltà. Pur essendo figlia del re etiope Amonastro (Devid Cecconi), il suo rango emerge solo nel terzo atto quando Radames consegna la sua spada nelle mani di Ramfis ( George Andguladze), il Gran Sacerdote. Viceversa, la schiava etiope mostra il suo sentimento nei confronti del capitano delle guardie egizie sin dal primo incontro con l’ipocrita rivale.
La musica verdiana, duetti, terzetti, marce e cori, si posa sulle coreografie di Luigia Frattaroli e si sviluppa sulle luci firmate da Fiammetta Baldiserri, riprese da Veronica Varesi Monti. La regalia dell’antico Egitto vive con i costumi scelti da Anna Anni si impongono con eleganza. Si chiude dunque in bellezza la stagione del Teatro Lirico.








Giornalista