sabato, Gennaio 24

Teatro Massimo, CeDAC/Legger_ezza 2025: domani Ida Travi presenta “I Tolki”

Teatro Massimo -L’universo poetico di Ida Travi al centro con  “I Tolki” (Il Saggiatore – Milano 2024), il volume che racchiude le sillogi dedicate agli «esseri sacri e miserabili, misteriosi e semplici» – Olin, Attè, Inna, Antòn, Katrin, Usov, oltre a «una certa Sunta», e poi Marìe, Muscèt «l’antesignana, la discendente» ovvero «la ragazza persa nella nuvola» e Janìna – interlocutori silenziosi cui l’autrice si rivolge nelle brevi liriche in cui immagini del quotidiano si alternano a visioni del passato o anticipazioni di futuro. «Penso a un Tolki come a un parlêtre, un essere marchiato dal linguaggio – scrive Ida Travi –. Parlêtre è un neologismo di Lacan che fonde l’essere al linguaggio, nell’atto della pronuncia. Il parlêtre rompe con la tradizione della metafisica intenta a “pensare l’essere”: vedo i Tolki come lavoranti o non lavoranti, esseri che nello scontro con la poesia assumono su se stessi il peso d’un linguaggio povero, duro come una colpa, leggero come una liberazione.»

Figura di spicco della poesia italiana contemporanea, Ida Travi, già collaboratrice di Rolling Stone con la rubrica Angolazioni, poi redattrice di Anterem, attenta alla dialettica tra oralità e scrittura, autrice di saggi come “L’aspetto orale della poesia” (Selezione Premio Viareggio 2001) e “Poetica del basso continuo”, dell’opera teatrale “Diotima e la suonatrice di flauto” e delle raccolte “Neo Alcesti, canto delle quattro mura”“La corsa dei fuochi”“Il distacco”“Regni”“O cari” e “L’abitazione del secolo”, presenta la nuova edizione de “I Tolki” venerdì 5 dicembre alle 17.30 nel foyer del Teatro Massimo di Cagliari, in dialogo con Laura Medda, sotto le insegne di Legger_ezza 2025 / Festival di Promozione della Lettura del CeDAC Sardegna in collaborazione con la Libreria Edumondo. Nell’incontro – organizzato in collaborazione con il Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell’Università degli Studi di Cagliari – l’artista, tra le voci più originali e interessanti del panorama nazionale, introdurrà idealmente gli ascoltatori nel mondo dei Tolki, “i parlanti”, grazie anche alla lettura di alcuni frammenti significativi del libro.

I Tolki” si apre con “Tà – Poesia dello spiraglio e della neve”, che comprende “Tempo d’attesa tra le quattro mura”“La terra”“Il ramo”“Il castigo”“Il grido” e “Il bambino”; poi “Il mio nome è Inna – Scene dal casolare rosso” con “Sacri e miserabili. Misteriosi e semplici”“L’abitante”“L’ospite”“La vecchia”“Il bambino” e “Il ferramenta”“Katrin – Saluti dalla casa di nessuno” con “E adesso?”“La scala”“L’orto”“Il pilastro della preghiera”“Il timbro” e “Il muro”“Dora Pal – La terra”, con “Cerca le parole e troverai le immagini”“La terra”“Gli uccelli”“Il pane”“La roccia” e “L’albero della decadenza”“Tasasàr – Animale sotto la neve” con “Laggiù i solitari”, “La corda”“Il campo”“Lo schermo”“Il vento” e “Il tamburo”“Marìe – Canta la famiglia del secolo” con “Ascoltami, tu che leggi”“Muscèt parla col cane” con “Quando c’erano i Tolki” e infine “Janì – L’ora della cancellatura” con “Il borgo scuro”. Titoli evocativi e enigmatici per i “capitoli” in cui si articola il poema dei Tolki, creature dell’immaginario, visitatori che attraversano lo spazio e il tempo, da “Tà”, sillaba che scandisce lo scorrere di ore e minuti, «come la lancetta che si sposta», come «un taglio nella tenda», come un’allitterazione – tavolo, talamo, tasca – e come «fine d’eternità… realtà… libertà… volontà… verità… vanità, carità, carità, carità!».

Le poesie – brevi – rimandano a paesaggi agresti e “domestici” accanto a microstorie condensate in pochi versi: «Lei canta e sogna il verde altopiano / guarda lontano, lontano / nella grandissima casa antica»; «Una piccola porta e l’insegna che sbatte / Svègliati, dunque, hai mille anni ora!»; «Teneva una mano appoggiata al muro / con gli occhi ridenti. NO! Quegli occhi / non erano ridenti. E parlava parlava / NO! Non parlava»; «Le campane chiamavano a distesa / chiamavano a distesa nel tramonto / Noi restavamo dove eravamo / noi, oramai, eravamo lì per sempre». Tra note liriche e struggenti altre quasi ironiche, amare, di esortazione o di rimprovero l’autrice e voce narrante dialoga con i Tolki, descrive situazioni e fa riaffiorare memorie, in una chiave fondamentalmente onirica, in cui le visioni si susseguono ininterrotte e tutto acquista un significato simbolico.

«Chandra Livia Candiani l’ha definita “un’opera magica”, Mariangela Gualtieri l’ha portata in teatro e al cinema provando a trasporre la “sua unica straordinaria musica”: per la prima volta viene raccolto in un unico volume il lavoro decennale di Ida Travi, la saga dei Tolki» – si legge nella presentazione –. «Nel corso del tempo Ida Travi ha abitato i confini dell’editoria e della letteratura, anche se è sempre riuscita magicamente a rintracciare chi ama le parole e il loro mistero, di cui questi esseri chiamati Tolki sono l’incarnazione. Figure scontornate, residui d’una famiglia millenaria, parenti a venire, o antidiluviani: questi sono i Tolki… fantasmi provenienti dalla vita di ciascuno, una vita che teme di essere pronunciata. Si avvicinano ai loro lettori con circospezione, non sanno se fidarsi, se confidare i loro segreti, rivelare da dove vengono, cosa li anima, dove vanno. Se lo facessero, però, i lettori scoprirebbero da dove vengono le parole, cosa le anima e dove vanno: conoscerebbero il futuro del mondo».

L’autrice

Ida Travi (Cologne, 1948) è una poetessa italiana, autrice di numerose raccolte poetiche, di saggi e di testi per la musica e il teatro.

INGRESSO GRATUITO fino a esaurimento posti

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