
Roberto Saviano – Firenze fine anni ’70. Una studentessa della città conosce uno studente fuorisede proveniente dalla Calabria iscritto a Siena. Lei si chiama Rossella Casini, lui Francesco Frisina e fra i due scoppia un grande amore. E’ una storia che sembra essere comune a tutte quelle che nascono e talvolta muoiono negli ambienti universitari.
Ma lui appartiene ad una famiglia della ndranghetta di Palmi dove il rispetto si conquista con le morti e con la violenza. Dimostrarsi forti equivale ad andare oltre qualsiasi cosa, anche alla felicità. A Francesco, è richiesto di tornare a casa per vendicare la morte del padre avvenuta per mano del clan rivale. E’ una scelta che include l’esclusione di Francesca dalla sua vita. La ragazza, non ci sta ed accorsa al suo capezzale in seguito ad una sparatoria, lo convince a raccontare tutto agli inquirenti convinta che il “loro amore meriti la verità”.
Per la famiglia Frisina, testimoniare è da infami. Francesco ritira le dichiarazioni mentre la giovane donna fiorentina comincia a dar fastidio alle organizzazioni malavitose: lei deve sparire. Cosi se a distanza di oltre quarant’anni, Frisina è un pregiudicato che a Roma controlla ristoranti, esercizi commerciali, Rossella è solo il ricordo dei suoi genitori. Di quella ragazza di 160 cm, stuprata, mutilata e uccisa nel 1981, è rimasta solo la foto del suo tesserino universitario, la stessa che appare sulla copertina del libro “L’amore mio non muore” e sullo sfondo del Teatro Massimo.
Roberto Saviano, parte da una morte dimenticata, scovata “fra i registi fra chi è caduto sul campo” A volte in piedi, a volte seduto sulla scrivania a gambe incrociate, la sua orazione fluisce fra quanto scritto nel suo ultimo libro e la poesia, la storia e l’arte. Con voce ferma, profonda e densa, si sposta fra fatti di cronaca e Majakovskijl, il poeta russo che per amore è disposto ad instaurare un triangolo fra Lilja Brik e suo marito Osip.
E poi citando le parole Eros, Philia, Agape, Storge, Philautia, Mania, Pragma, introduce i Greci capaci di dare diverse definizione di amore. E che dire di quanto dimostrato nel Vangelo quando si fa riferimento alla predizione di Gesù sul reiterato tradimento di Pietro.? E’ una grande forza, la stessa che spinge Rossella al cospetto del boss rivale per fermare le ostilità fra le famiglie. E’ un tentativo inutile che peggiora le cose. “Quando sei dentro una faida – dice lo scrittore- non puoi tirarti indietro. Perché chi lo fa perde tutto: i beni, la casa, il rispetto, l’onore. L’altro lato prende tutto. Ti lascia in vita, ma ti svuota di tutto ciò che sei.”
Eppure, nonostante tutto, emerge la relazione che lega amore alla libertà, a quell’irrefrenabile desiderio di essere felici. E se a Rossella tutto questo è stato negato, se per la sua morte nessuno ha pagato, al termine dei novanta minuti di esibizione si va via convinti di una cosa: “L’amore mio non muore”.
Giornalista