Telecomunicazioni, Alessandro Faraoni (segretario nazionale Fistel Cisl): “Digitalizzazione importante per lo sviluppo del Paese”

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Alessandro Faraoni, fresco di nomina a segretario nazionale Fistel Cisl, arriva a Cagliari in occasione del Consiglio generale della Sardegna, fa il punto su digitalizzazione, Tim e PNNR.

“Il sindacato si sta comportando bene portando in anticipo la digitalizzazione sui tavoli aziendali. Il Governo, purtroppo, in qualche modo è assente ma speriamo che, anche in ottica PPNR, in qualche modo si possa procedere”.

E sul dubbio che un processo di ammodernamento equivalga ad un riduzione dei posti di lavoro, la risposta è la seguente: “ Si rischia di perderne in un ambito ma se ne possono riacquistare in altri. Non è un caso che molte aziende delle telecomunicazioni e di altri ambiti si siano sedute ad un tavolo con i sindacati per parlare di riqualificazione professionale. Non possiamo pensare di portare dentro solo i “millenians”. Dobbiamo prestare attenzione anche ai lavoratori “diversamente giovani” nella fascia d’età compresa fra i 45 e i 60 anni che necessariamente devono continuare a lavorare. Per loro, con accordi tra parti sociali e aziende, si può procedere con dei veri corsi professionali sovvenzionati dallo Stato e previsti da accordi aziendali. Senza questo, si rischia di digitalizzare il Paese perdendo tante buste paga.”

“Le famose aree grigie – prosegue il sindacalista – hanno messo in difficoltà 11 milioni di italiani durante il lockdown. Io credo che tutti debbano avere il diritto di connessione e in quest’ottica, siamo preoccupati da alcune scelte del Governo. Noi pensiamo che lo “spezzatino” per Tim, desiderato da qualcuno, non sia il modo giusto per andare in Paradiso e per garantire la giusta copertura del nostro Paese. Rischiamo di depauperare un’ azienda importante e veramente italiana. Si favoriscono gli stakeholders francesi dando loro con la parte economicamente più importante e lasciando in mano italiana la parte negativa.”

Stato di agitazione e scioperi non sembrano aver sortito alcun effetto. “Al momento, abbiamo procedure di raffreddamento aperte perché fra noi e l’azienda non c’è una visione di insieme. Telecom ha circa 50 mila dipendenti e 100 mila gravitano attorno ad essa. Stiamo cercando di sensibilizzare tutto il comparto delle telecomunicazioni perché pensiamo che ciò che potrebbe accadere in Telecom potrebbe succedere in tutto il settore. Possiamo affrontare la situazione stando solo attorno ad un tavolo cavalcando l’onda del digitale ma senza farsi sommergere”.

Faraoni, sul Pnnr, è favorevole ma a una condizione: “Il rischio è disperdere tanti soldini. Per come è strutturato, c’è il rischio concreto che i soldi in arrivo non siano usati nel modo corretto. Con tante commesse e tante piccole aziende, ho il lecito dubbio che manchino le garanzie affinchè i lavori vengano concretamente effettuati. I 500 milioni in arrivo sono una grande occasione ma occorre saperli indirizzare bene.”

Una montagna di soldi che potrebbero aiutare una terra come la Sardegna, spesso carente o del tutto assente in tema di connessione.

“La pandemia – dice Faraoni – ci ha insegnato che molte attività possono essere effettuate da remoto ma tutti devono avere il diritto di connessione. Se ci fossero le condizioni per poterlo fare, tante persone non sarebbero costrette a trasferirsi a Milano o Roma per lavorare.”

“Lo Smart Working – conclude il numero uno della categoria – inoltre, potrebbe aiutarci ad appiattire le differenze che il mondo del lavoro ha fra la parte maschile e quella femminile. Oggi, tante donne non possono accettare un lavoro perché impossibilitate a trasferirsi, talvolta anche nella medesima regione, perché devono accudire la bambina. Il mio auspicio, è che ponendo tutti nella condizione di lavorare da remoto, si possano azzerare anche quelle differenze che mettono in difficoltà i giovani costretti ad emigrare e le donne che spesso e volentieri sono costrette a rinunciare ad un posto di lavoro”.

Per quanto concerne le cariche sindacali, per il Consiglio Generale sono stati eletti Omar Marras e Maria Caterina Scuda. A completamento degli organismi previsti dallo Statuto, sono stati nominati Coordinatori Territoriali Giovanni Maria Solinas (Sassari, Olbia e Oristano), Domenico Ledda (Nuoro Ogliastra), Omar Marras (Cagliari) e Fabio Mureddu (Sulcis Iglesiente).

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