“Sono tornato”: Mussolini tra gli italiani di oggi, un film che fa riflettere

E se Benito Mussolini tornasse? Quale sarebbe la reazione di noi italiani? Sono le domande alle quali tenta di

rispondere la commedia Sono tornato di Luca Miniero (Benvenuti al Sud), nelle sale dal 1° febbraio. Il film si ispira alla pellicola tedesca del 2016 Lui è tornato, in cui il regista Davis Wnendt immagina che Hitler si palesi ai giorni nostri. Questa volta tocca all’Italia fare i conti con il suo dittatore, interpretato magistralmente da Massimo Popolizio. Siamo dalle parti della commedia surreale, anche se a mano a mano che la narrazione procede, la distanza con la realtà diventa spaventosamente sottile. “Questo film non fa alcun processo a Mussolini, la storia lo ha già giudicato, e nemmeno si concentra su un possibile ritorno del fascismo – spiega Miniero – piuttosto cerca di mostrare la nostra confusione, le nostre paure” .Sono tornato attraverso una figura del passato parla dell’oggi e di noi. Mussolini si ritrova improvvisamente nel futuro dove incontra Andrea Canaletti (Frank Matano), un giovane regista televisivo, che propone a colui che crede essere un comico, di attraversare l’Italia per girare un documentario su Mussolini. Durante il viaggio si sviscerano tematiche attuali come l’immigrazione, la tolleranza, la convivenza tra etnie, la democrazia («un cadavere in putrefazione», è convinto il Duce pronto a voler riconquistare l’Impero), la natalità («mai così bassa»), l’avversione verso la politica «da parte di un popolo senza sogni e pieno di rancore – è convinto Mussolini – una politica che ha paura di dire qualcosa di destra o di sinistra. Io dico la verità. I politici? Sono come i congiuntivi: scomparsi». Il Mussolini catapultato nel 2017 diventa il protagonista di uno show che raccoglie un consenso straordinario. La televisione è mostruosa più del mostro stesso.«Non abbiamo giudicato Mussolini, lo abbiamo utilizzato per osservare le reazioni degli italiani», dichiara il regista. E infatti prima di girare il film la troupe ha attraversato il paese per fare delle candid camera e ne è venuto fuori «che gli italiani giudicano il Duce con una certa indulgenza: non è un tabù come Hitler in Germania – prosegue Miniero – il suo fantasma si aggira anche in campagna elettorale. Non dimentichiamo che Mussolini ha inventato la propaganda sfruttando i media. È l’emblema del populismo». «Guardando il film tedesco si evince che i tedeschi di fronte a Hitler sono schifati – aggiunge Popolizio – gli italiani invece con Mussolini vogliono farsi i selfie»

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