Turista francese si perde nei monti di Domus De Maria: salvata dai carabinieri

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Ha rischiato veramente tanto una 55enne turista francese che nel pomeriggio di ieri era andata a compiere un’escursione solitaria sui monti che dominano Domus de Maria. Dopo aver percorso un lungo sentiero, non comprendendo bene come ritornare a valle, l’imprudente escursionista aveva preso a discendere un canalone, andandosi ad infilare in un impluvio dove la vegetazione è fittissima. Le prime ombre della sera hanno cominciato ad un certo punto a farla angustiare, dal momento che non riusciva a ritrovare la strada del ritorno ed il panico si andava impadronendo di lei. Non aveva acqua, non aveva viveri ed era vestita in modo piuttosto leggero con scarpe totalmente non idonee al trekking. La turista è riuscita infine a risalire su uno scoglio roccioso dal quale ha chiamato il 112, numero telefonico di emergenza europeo. Le ha risposto la centrale dei carabinieri di Cagliari da via Nuoro. Un operatore di turno, ottimo conoscitore della lingua francese, comprendendo la disperazione della donna, l’ha rincuorata col massimo della cordialità possibile, le ha spiegato che avrebbe dovuto inviare la propria posizione WhatsApp sul cellulare in dotazione alla centrale operativa, fornendole il numero. In questo modo si è raggiunto subito un risultato essenziale, la localizzazione della persona in difficoltà, è stato individuato dove esattamente la donna si trovasse in quel momento e dove avrebbe dovuto attendere i soccorsi. Il carabiniere le avrebbe poi continuamente fornito assistenza morale tramite chat per non esaurire la batteria dello smartphone di lei, vitale in quel frangente.

È stata subito realizzata una squadra mista con i carabinieri di Capoterra e gli agenti delle Stazioni di Pula e Teulada del Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale della Regione Sardegna. Questi ultimi in particolare sono riusciti a discendere lungo il percorso compiuto dalla donna, a raggiungerla a valle del canalone, portandola in salvo dopo due ore di strada compiute in condizioni di scarsa luminosità, era ormai notte e ci si doveva pertanto avvalere di fari portatili. Se si fosse scaricato il cellulare della dispersa e la chiamata al 112 non fosse stata possibile, dopo una notte all’addiaccio, la signora avrebbe rischiato di non poter essere più soccorsa, col rischio costante di finire in un crepaccio o compiere qualche malaccorta sciocchezza in preda alla disperazione.

Tornata in patria nella prima cintura parigina dove vive, la signora non potrà che raccontare ogni bene dell’aiuto ricevuto in Sardegna in condizioni di grande rischio.

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