
Cagliari. La UGL Sanità Sardegna esprime forte disappunto e profonda preoccupazione per la drammatica situazione dei presidi turistici estivi, come correttamente denunciato dal quotidiano “L’Unione Sarda” nell’edizione di ieri. La realtà, con soli 5 presidi aperti su 45 previsti a causa della cronica mancanza di medici, conferma purtroppo una crisi che avevamo ampiamente previsto e segnalato.
In qualità di sindacato responsabile e propositivo, avevamo sollevato la questione in tempi non sospetti e avevamo richiesto un confronto diretto con l’Assessorato alla Sanità. La nostra denuncia non si è limitata a evidenziare il problema, ma è stata accompagnata da proposte concrete e pratiche, finalizzate a evitare l’attuale collasso. In diverse occasioni, e in particolare durante un incontro con l’Assessore Bartolazzi, avevamo presentato le nostre soluzioni che, ci è stato confermato, erano state considerate valide e apprezzate.
Ci risulta incomprensibile il motivo per cui, dopo una valutazione positiva delle nostre proposte, queste non siano state mai applicate. Di fronte a tale inerzia, e vista l’emergenza estiva che ogni anno si ripete, siamo costretti a pensare che la volontà di creare questo disagio sia tutt’altro che casuale. Non si spiega altrimenti una tale incapacità di gestire una problematica prevedibile e per la quale erano state messe sul tavolo delle alternative.
Questa situazione si inserisce in un contesto più ampio che la UGL sta vivendo: dopo aver portato soluzioni e proposte concrete in diversi tavoli di confronto con vari Assessorati, compreso quello della Sanità, notiamo una progressiva e preoccupante interruzione delle convocazioni.
La UGL continua a lottare per la dignità dei lavoratori e per il diritto alla salute dei cittadini sardi. Siamo pronti a fare la nostra parte, ma ci chiediamo se la politica e la burocrazia regionale siano realmente interessate a risolvere i problemi o a perpetuarli.