Un grande Jaques Morelenbaum a Time in Jazz

Ieri, nell’ambito della rassegna Time in Jazz, è stata davvero mirabile l’esibizione di Jaques Morelenbaum, violoncellista d’eccezione che vanta in carriera una miriade di collaborazioni con musicisti di fama mondiale come Chico Buarque, Milton Nascimento, Antonio Carlos Jobim, Caetano Veloso, Gal Costa, Gilberto Gil, Maria Bethania.

La placida Ploaghe, ha accolto l’artista in un pomeriggio dalla temperatura piacevole e non canicolare come quella dei giorni precedenti e questo è stato un valore aggiunto alla bellissima esibizione.

Già da mezz’ora prima dell’inizio del concerto fissato per le ore 18:00, l’ampio spazio cortilizio annesso al convento dei Cappuccini era già stracolmo di spettatori, chi seduto nelle sedie predisposte per la platea dall’organizzazione, chi su sedili pieghevoli, chi sul terreno erboso; alle 18:00, Paolo Fresu, direttore artistico del Festival ha dato inizio alla serata, e dopo i rituali saluti del sindaco di Ploaghe Carlo Sotgiu e dell’Assessore alla Cultura, ha calorosamente introdotto Jaques Morelenbaum.

L’artista brasiliano, barba bianca e panama si è presentato al pubblico con un grande sorriso e poi via, nel silenzio assoluto della platea, ha giocato per circa un ora ed un quarto con il suo strumento, pizzicando le corde con maestria ed estro, proponendo in un concerto per violoncello solo, pezzi del repertorio spagnolo ma sopratutto brasiliano con ripetuti omaggi ai grandi Jobim e Gil.

Il primo pezzo, è stato da Morelenbaum appositamente dedicato alla bella Ploaghe ospite della manifestazione. Il concerto è volato in fretta, tra i dialoghi piacevoli ed i virtuosismi che Morelenbaum ha saputo regalare ai presenti con il fedele violoncello – che la visione standardizzata relega erroneamente a strumento orchestrale o comunque d’accompagnamento – creando magiche intense sonorità ed impensabili emozioni.

Alberto Porcu Zanda

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