Una “stanza tutta per sè” – In Questura un ambiente protetto per donne e minori vittime di violenza

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Da oggi la Questura di Oristano ospita una “stanza tutta per sè”, un ambiente protetto rivolto alle donne e ai minori che garantisce rispetto e riservatezza a chi denuncia una situazione di violenza o maltrattamento. Un luogo accogliente, in cui poter parlare con persone preparate e denunciare la violenza subita.

Nasce grazie a un progetto del Soroptimist di Oristano, finanziato dai Comuni di Oristano e Tramatza e realizzato grazie alla collaborazione della Questura, dell’Assessorato ai Servizi sociali e della Commissione comunale per le pari opportunità del Comune di Oristano.

La “stanza rosa” è stata inaugurata questa mattina nel corso di una breve cerimonia dal Questore Giuseppe Giardina, dai Sindaci di Oristano e Tramatza Andrea Lutzu e Francesca Piredda, dall’Assessore ai Servizi sociali e pari opportunità del Comune di Oristano Carmen Murru, dal Presidente del Soroptimist international club di Oristano Caterina Murru, dal Presidente della Commissione pari opportunità del Comune di Oristano Pasqualina Pippia e da Giorgio Collu in rappresentanza del Prefetto Stelo.

Il progetto del Soroptimist club Oristano, in aderenza ad un progetto nazionale sostenuto dal Ministero dell’Interno, dalla Polizia di Stato e dal Soroptimist nazionale, deliberato per realizzare presso la Questura la stanza tutta per sé, ha incontrato l’immediata disponibilità delle istituzioni locali che ne hanno finanziato la realizzazione e messo a disposizione spazi e strutture.

Il progetto è figlio del protocollo d’intesa tra il Ministero dell’Interno e il Soroptimist siglato nello scorso mese di novembre dal capo della Polizia Franco Gabrielli e dalla presidente dell’Associazione “Soroptimist International” Mariolina Coppola in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne con lo scopo di incoraggiare chi subisce violenza, a rivolgersi alle Forze dell’ordine

Il protocollo prevede la nascita “stanze tutte per sé”, sale per le audizioni protette, organizzate sulla base di specifiche linee guida per ricreare un ambiente favorevole che possa aiutare chi subisce violenza, all’incontro con gli investigatori evitando il più possibile momenti traumatici. Il protocollo prevede anche la promozione di iniziative didattiche, formative e divulgative d’interesse comune.

“L’obiettivo – come ha sottolineato Caterina Murru, Presidente del Soroptimist Oristano – è consentire l’audizione della donna abusata nei tempi rapidi previsti dalla legge sul codice rosso. Un ambiente favorevole alla donna, un locale sicuro e accogliente, o come l’abbiamo voluta chiamare una stanza tutta per sé, che consenta a chi è vittima di violenza, di aprirsi, di parlare e di denunciare al riapro da qualsiasi minaccia”.

L’importanza sociale, civile e culturale della nuova iniziativa a favore di chi è vittima di violenza è stata sottolineata dal Questore Giuseppe Giardina, dai Sindaci di Oristano e Tramatza Andrea Lutzu e Francesca Piredda, dall’Assessore ai Servizi sociali e pari opportunità del Comune di Oristano Carmen Murru, dal Presidente della Commissione pari opportunità del Comune di Oristano Pasqualina Pippia e da Giorgio Collu in rappresentanza del Prefetto Stelo.

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