USA. Donald Trump ad un passo dall’impeachment

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Il presidente eletto Joe Biden, si prepara alla sua intronizzazione e – con riferimento al prossimo 20 gennaio – twitta: “Tra 10 giorni volteremo pagina  e ricostruiremo. Insieme”.

All’opposto, la situazione per Donald Trump è complicatissima: intanto, è stato ‘silenziato’ da Twitter che ha chiuso definitivamente il suo l’account, per “il rischio che inciti la violenza”. 

Il presidente uscente, afferma che garantirà la transizione regolare con la successiva amministrazione, anticipando però che non sarà presente il giorno dell’Inauguration Day di insediamento del suo successore,

E’ poi di queste ore la richiesta – da parte dei deputati Dem – di impeachment nei suoi confronti, con l’accusa di essere il diretto responsabile dei fatti dello scorso 6 gennaio a Washington, per avere manifestamente istigato i dimostranti ad attaccare Capitol Hill, sede del Congresso.

Il procedimento per la messa in stato d’accusa dovrebbe iniziare lunedì 11 alla Camera.

Altra opzione sul tavolo, è quella che possa essere invocato il 25mo emendamento, proprio dal suo vice Mike Pence, allo scopo – secondo quanto riporta la Cnn – di preservarlo nel caso in cui il presidente Donald Trump divenisse più instabile; i due, dal giorno dell’assalto al Congresso, pare che non si sarebbero ancora parlati.

Se la Camera dovesse dare il via libera all’impeachment, Trump diventerebbe il primo Presidente della storia americana a essere messo sotto accusa due volte durante il suo mandato (il precedente è del 2019 quando fu accusato di abuso di potere e ostruzionismo nei confronti del Congresso).

Le conseguenze di tale impeachment potrebbero essere per Trump molto gravi e comportargli l’impossibilità di ricoprire cariche pubbliche future, quindi di ricandidarsi di nuovo per le elezioni nel 2024.

“Dobbiamo salvare la nostra democrazia. E’ assolutamente essenziale che chi ha compiuto l’attacco alla nostra democrazia sia ritenuto responsabile”, sottolinea la speaker della Camera Nancy Pelosi che spinge per l’impeachment.

Ci sarebbe un’ulteriore ipotesi in campo, cioè le dimissioni dello stesso Trump.

Per questo soggiunge la speaker Pelosi: “Se il presidente non lascerà l’incarico volontariamente, il Congresso procederà con la sua azione”, anche perchè ” un presidente instabile non può avere in mano i codici per un attacco nucleare, nè prendere decisioni militari di alcun tipo in queste condizioni”.

Intanto, dopo essere stato scaricato  da molti membri dell’amministrazione Trump e del suo stesso partito – come riportato dal New York Times – il presidente uscente pensa da settimane ad auto-concedersi preventivamente la grazia; grazia che pensa di estendere in via preventiva – dopo la vicenda dell’assalto a Capitol Hill – anche ai propri figli ed ai più stretti collaboratori, compreso Rudy Giuliani, per proteggerli da eventuali iniziative del Dipartimento della Giustizia dell’amministrazione Biden.

Rimane l’incognita di quali effetti potrebbe avere sulla opinione pubblica, un impeachment a 10 giorni dalla fine del mandato e soprattutto dopo i fatti di Washington: atto certamente divisivo e foriero di una pericolosa miccia sul fuoco, facile arma per quella parte di popolo americano che numericamente parlando – 70milioni di persone – è ancora convintamente pro-Trump.

Alberto Porcu Zanda

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