Vaccini con le gambe corte, i dubbi dei dubbiosi

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Da sei mesi a questa parte si discute se i benefici della vaccinazione superino i danni che provoca. I produttori di vaccini, l’Oms, l’Ema e molte autorità sanitarie nazionali sostengono, sulla base degli studi di approvazione fatti dalle stesse case produttrici, che la presunta protezione relativa dei preparati vaccinali è molto elevata e va dal 60 al 90 per cento il che naturalmente rappresenterebbe un grande beneficio in relazione a rischi che pure si sono rivelati tutt’altro che piccoli vista l’enormità di decessi e di reazioni avverse che vengono segnalate.

In  realtà siamo di fronte a una sorta di miraggio statistico che non prende in considerazione il rischio assoluto per il quale i vaccini rappresentano un vantaggio che va dall’ 1 al 2 per cento, si giunge a una conclusione sorprendente e inquietante:  ci sono 2 morti da vaccino per prevenirne 3 da covid. 

Il discorso è semplice, mediamente occorrono 16. 000 mila vaccinazioni per evitare un decesso da covid, mentre le morti post vaccino sono mediamente di 4,11 ogni 100.000 vaccinati. Il tutto è focalizzato sul preparato della Pfizer e con qualche piccolo calcolo si vede che la vaccinazione potrebbe statisticamente evitare 6,2 morti ogni centomila “punture”, ma ne provoca 4,11

La cosa è preoccupante non solo perché con queste cifre il rapporto rischio beneficio si riduce in maniera drammatica, ma perché è ben noto che le segnalazioni di reazioni avverse gravi e di decessi è molto inferiore al reale

Quindi di fronte a numeri molto incerti per difetto, potrebbe anche essere più pericoloso vaccinarsi che non vaccinarsi, tanto più che mentre i decessi con covid o per covid  avvengono in persone con una media di due anni superiore all’aspettative di vita, quelli post vaccino riguardano anche età molto più giovane.

La cosa principale è però un’altra più evidente, ma allo stesso tempo anche più celata dietro le cifre: il numero delle persone salvate dal Covid grazie al vaccino non è numero reale e accertato , ma deriva da un calcolo astratto gran parte del quale risente degli assurdi protocolli delle diagnosi di morte e anche dalla valanga di false positività dovute ai tamponi Pcr, mentre i numero dei morti dopo la vaccinazione è una quantità certa. Si potrà anche dire che non c’è correlazione tra la puntura e il decesso, ma i 15.472 morti dopo il vaccino sono una certezza, non un’invenzione statistica. E questo senza considerare eventuali effetti a medio e lungo termine che potrebbero essere davvero drammatici.

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