Venezia. Scontro in laguna: i ministri per lo stop delle grandi navi nella Giudecca

Venezia. E’ di ieri la notizia dello scontro tra una nave da crociera Opera Msc e un battello fluviale turistico River Countess ormeggiato a San Basilio nel canale della Giudecca a Venezia. Tanta paura per i passeggeri della nave travolta, che sono usciti in tutta fretta, e per tutti quelli che si trovavano sulla banchina e hanno assistito all’impatto e hanno iniziato a correre e gridare.

“Stop a grandi navi in Laguna, la soluzione è vicina”: lo scrive su Twitter il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli dopo l’incidente avvenuto nel porto di Venezia. Più tardi, fonti del Mit hanno confermato che sulla questione il tavolo istituzionale è da tempo in corso. I ministri interessati, hanno aggiunto, si vedranno a breve per tirare le somme sulle opzioni progettuali individuate allo scopo di trovare la soluzione definitiva migliore, che arriverà presumibilmente entro il mese di giugno, per allontanare le grandi navi da crociera dalla Giudecca e da San Marco. Una posizione su cui in diversi concordano all’interno del governo.

Anche il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha utilizzato parole critiche nei confronti delle navi da crociera nella Laguna: “È l’ennesima dimostrazione che non è più pensabile che nel canale della Giudecca debbano passare le grandi navi. L’abbiamo detto da 8 anni e chiediamo immediatamente l’apertura del Vittorio Emanuele (il canale alternativo per l’arrivo in marittima, ndr)”. Una posizione condivisa dal ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli e dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa, ma anche dal governatore del Veneto Luca Zaia. Il vicepremier Salvini però attacca il M5s: “Mi risulta che una soluzione era stata elaborata già dall’anno scorso, con l’allargamento di un canale e una parte delle navi a Porto Marghera, ma tutto ciò è bloccato da mesi perché è arrivato un ‘no’ da un ministero romano, e non è un ministero della Lega”.

L’incidente in laguna si è verificato alle 8.35. Danneggiata la banchina e danni agli scafi delle imbarcazioni, alcune persone nell’impatto sono cadute dalla passerella del lancione in acqua, quattro i feriti per adesso trasportati in ospedale. Pochi minuti di conversazione, tra la sala operativa della Capitaneria di Porto, e il ponte comando della Msc spiegano la drammaticità dell’incidente avvenuto a Venezia. Questo il dialogo tra i soccorritori e la nave: «…Ci aggiorna sulla situazione in corso? cambio». «È il pilota che parla, il comandante è impegnato… Al momento siamo sulla nave con la prua preminentemente appoggiata al 29, abbiamo il rimorchiatore di prua che ha rotto il cavo ed in assistenza al River Countess, che è sul nostro fianco sinistro. A poppa abbiamo sempre mantenuto il rimorchiatore con il cavo e siamo fermi. Presumibilmente – prosegue il pilota sulla Msc – c’è stata una perdita dei comandi, abbiamo attivato tutte le procedure possibili per evitare quello che alla fine poi è successo, cioè l’impatto». La telefonata continua: «abbiamo dato ordine di dar fondo alle due ancore e di agguantarle, abbiamo messo i rimorchiatori di prua in forza ad allargare lato opposto al 29, e quello di poppa in frenata a tutta forza per fermare l’abbrivio della nave, ma dal ponte non abbiamo compreso bene cosa sia successo».

Ci sono quattro persone contuse, due in modo lieve, due portate in ospedale a scopo precauzionale. Erano tutte a bordo della River Countess che aveva a bordo 110 persone. Le ferite sono 4 turiste straniere, di età tra i 67 e 72 anni. Di queste, una donna americana è già stata dimessa dopo le cure al pronto soccorso. Le altre tre – spiega la direzione dell’Usl – sono una neozelandese e due australiane; una di loro, una 67enne, è in condizioni più serie, e viene valutata dai medici. Le donne hanno subito traumi ortopedici, cadendo o fuggendo a a terra al momento dello scontro.

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